Suicida dopo scandalo hot.Si indaga:«I social rimuovano video»

Il dramma di Tiziana: aperta una inchiesta per istigazione al suicidio

Napoli.  

 

di Simonetta Ieppariello

 

La povera Tiziana quando ha realizzato di essere impotente di fronte a quel mostro anonimo che è il web, ha deciso di farla finita. Basta cliccare quel nome, il suo nome, su youtube per vedere comparire sui propri telefonini e decine di filmati e prese in giro.  Un idolo del web senza volerlo, un idolo schernito, desiderato e offeso finito al centro di una attenzione morbosa, crescente e senza fine. Anche dopo che è morta, la 31enne non trova pace. 

Hanno cancellato il video hard. Ma non le parodie, le prese in giro, i fotomontaggi che l'hanno uccisa lentamente, giorno dopo giorno. E quella frase che era diventata un tormentote del web continua a girare. A meno di 24 ore dalla morte di Tiziana la ragazza napoletana di 31 anni che si è tolta la vita per la vergogna di un filmino hot mandato in rete un anno fa dall'amante e diventato virale fino all’esasperazione, su YouTube circolano ancora tranquillamente quei filmati vergognosi di scherno. Forse la morte non basta.  Non per la dura legge del web. Niente ferma quella gogna mediatica macina click. 

Cinque giorni fa, il giudice del tribunale di Aversa, Monica Marrazzo, ha riconosciuto in questa vicenda la lesione del diritto alla privacy di Tiziana, contestando ai vari social forum di non aver rimosso all’istante i video lesivi della sua reputazione. Il suo legale ha citato in giudizio non solo chi ha postato i video, sui quali ora sono in corso le indagini preliminari ma anche lo stesso Facebook Ireland, Yahoo Italia, Google e Youtube, sostenendo che fosse applicato il diritto all’oblio. Il diritto ad essere dimenticati. Leggi e procedure si incrociano con una autority mutevole e fallace come quella della rete. Intanto è stata aperta una inchiesta e si indaga per istigazione al suicidio. Aveva ottenuto il provvedimento d’urgenza che comporta in caso di inadempienza una multa fino a 10mila euro al giorno per i motori di ricerca e Facebook Ireland. Francesco Greco procuratore capo della Procura di Napoli Nord auspica anche un rapido intervento del legislatore per mettere ordine sui casi di bullismo, stalking e violazione della privacy commessi in rete. Senza più una vita privata, che nemmeno il cambio del cognome le aveva ridato, senza più un lavoro, senza avere pace, costretta a vivere con la vergogna in un paese piccolo. 

Ancora oggi la sua voce circola in rete, accompagnata da centinaia di commenti. Qualcuno dice a corredo: «Bravi, l'avete ammazzata», altri rispondono: «Non fate i moralisti, fino a ieri la chiamavate anche voi zocc...». Forse non basterebbe levarli neppure oggi sia i video che le rispettive parodie. Perché Tiziana in fondo era già morta un anno fa quando la gogna era scattata.