"Pizzino" per ordinare droga. Sequestro da 2 milioni a Scampia

Il supermarket della droga nei sotterranei di un residence

Napoli.  

Ordinazioni nei pizzini e sequestrate dosi per due milioni di euro. Tutto nel super attrezzato market della droga di Scampia dove è stato trovato l’elenco delle richieste dei venditori.

Appunti a mano dove veniva annotato tipo di droga e quantitativo da consegnare al cliente. Il 51enne, che ora è in carcere a Poggioreale, riusciva a far arrivare la droga a Scampia e poi la metteva a disposizione dei pusher, che potevano acquistare direttamente da lui riducendo così i rischi dell’importazione e del trasporto.

 I “capi piazza” dell’area Nord di Napoli preparavano la lista della spesa e Tavano li esaudiva prontamente. 

Il «catalogo» era ben fornito: oltre a cocaina ed eroina, disponibile a chili, c’era anche l’ecstasy, rara da trovare nelle piazze di spaccio ma un punto saldo per chi ha come cliente il popolo delle discoteche. Con un assortimento così completo era diventato uno dei riferimenti per il narcotraffico, con un volume d’affari che si può intuire dagli incassi che avrebbe avuto la malavita rivendendo al dettaglio la droga che è stata trovata nel suo deposito: circa due milioni di euro.

Il business di Antonio T. è finito con l’irruzione dei carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Stella. I militari sono arrivati a lui dopo una lunga e complessa indagine. Ricostruiti sistemi, spostamenti, mercato e “lavoro” dei pusher. 

Il deposito scoperto dai carabinieri si trovava nei sotterranei del residence  tra Scampia e Melito, era stato allestito dentro un garage; i militari, dopo aver individuato il box, hanno atteso che l'uomo prelevasse della droga e sono intervenuti cogliendolo in flagranza. Nel locale, durante la successiva ispezione, sono stati trovati i vari carichi pronti per la distribuzione: nove chili di eroina, due di cocaina, ventotto di hashish e oltre due chilogrammi di marijuana. La cocaina e l’eroina, hanno appurato le successive analisi, avevano un altissimo grado di purezza. Erano ancora da “tagliare”, da diluire, cioè, e da dividere in dosi per la vendita al dettaglio.