Boss sotto processo ma restano in libertà

Processi lumaca: la sentenza due anni dopo la requisitoria

Napoli.  

Cinque anni fa, il giorno dell’arresto, fu fotografato mentre baciava suo padre sulla bocca prima di essere condotto in carcere. Ieri Salvatore D’Amico detto “il pirata”, esponente della famiglia malavitosa del Rione Villa, ha potuto aspettare da libero cittadino la sentenza del processo che lo vedeva imputato assieme ad altri 19 presunti affiliati al clan camorristico di San Giovanni a Teduccio. I termini di custodia cautelare per il “pirata” e per gli altri protagonisti del giudizio celebrato davanti al collegio B della prima sezione penale sono scaduti da un bel pò. Tempi lunghi e processi lumaca, insomma. L’udienza preliminare si concluse con il rinvio a giudizio il 12 marzo 2012. Poi è iniziato il dibattimento, durato complessivamente circa quattro anni. Associazione camorristica, racket e droga sono le accuse vibrate dalla Dda di Napoli, che nel corso dell’udienza celebrata all’inizio del 2015 aveva chiesto condanne esemplari a carico di presunti boss e affiliati.

È il processo al clan D’Amico, alla nota - nel senso di famigerata - famiglia dell’area est di Napoli, con ramificazioni tra Ponticelli e San Giovanni a Teduccio.

Una dozzina di imputati, che sono quasi tutti a piede libero, causa decorrenza dei termini di custodia cautelare. E ieri notte la lunga attesa in camera di consiglio. 

Cosa è accaduto negli ultimi quattro anni?  Otto mesi fa era attesa la sentenza, in un palazzo blindato da decine di agenti di polizia che presidiavano l’aula 114, di fronte a un folto numero di imputati e dei loro parenti.

Era il 21 gennaio scorso, ma la sentenza non venne emessa e dunque il rinvio al 29 settembre. Ieri notte il verdetto.

Un clan familiare, storicamente radicato a San Giovanni a Teduccio,diventanto famoso per quel «bacio in bocca», lo «stampo» sulle labbra tra Salvatore D’Amico - alias ‘o pirata - e alcuni parenti: scena, manco a dirlo, rigorosamente immortalata dalle telecamere al momento del blitz delle forze dell’ordine.