di Simonetta Ieppariello
«Qualcuno sta pensando di far costruire un ponte sullo Stretto di Messina, ne abbiamo fatto a meno da sempre, potremmo fare a meno ancora per altri anni». A dirlo è don Maurizio Patriciello, prete da sempre in prima linea, nel Napoletano, nella lotta contro la cosiddetta 'Terra dei Fuochi'. Una posizione, quella da lui espressa sul Ponte sullo stretto, ieri in Cattedrale ad Ischia e ripetuta ai microfoni di Ottochannel messa in relazione con quelle che, a suo parere, sono altre emergenze, come le condizioni economiche in cui versa la Regione Campania. «La gente muore di fame e i giovani non trovano lavoro. Possibile che lo Stato non si chieda questo? - dice -. O fa finta di non sapere. Ho sempre creduto e credo nello Stato. Mi piace chiamarlo mio padre. Ma ora mio padre dov'è? Sembra aver distolto lo sguardo da questa regione e altre del sud che sembra essere sempre più profondo. Mentre si parla di mega opere di cui si può di certo fare a meno, ci sono bambini che nella don Guanella come a Miano rischiano di morire ammazzati dalla camorra scatenata e dalla faida tra clan che impazza. Pochi giorni fa proprio a Miano ci sono stati due morti ammazzati in un vicolo cortile mentre dei poveri innocenti giocavano a pallone. La stampa nazionale sembra essere stata assente. Nessuna reazione, una notizia quasi passata in sordina. Sono davvero sconcertato». Sullo sfondo ci sono i problemi come il lavoro che non c'è e le case e scuole insicure che ancora una volta sono franate sotto la furia di un terremoto che ha devastato il centro Italia.
«Fatti e avvenimenti che scandiscono drammaticamente il nostro presente e ci impongono scelte e soluzioni. Ancor di più si deve riflettere sul fatto che un Ponte sullo Stretto sia davvero inutile rispetto alle emergenze vere di una società che soffre».
