Incendio discarica di Tufino, Manzi contro i roghi agricoli

ll sindaco è per la tolleranza zero: «Tutti i Comuni si impegni a far rispettare le ordinanze»

Casamarciano.  

Sono intervenuti per primi ed hanno lavorato per ore al fine di impedire il propagarsi dell’incendio che ha distrutto l’impianto di captazione della ex discarica di Paenzano 2, nell’area a confine con il Comune di Tufino nel cui territorio il sito ricade. La Protezione Civile ed il Comando di Polizia locale di Casamarciano si sono resi protagonisti di un intervento tempestivo e risolutivo suoi luoghi interessati da una emergenza ambientale. Grazie alla loro azione immediata, i volontari e gli agenti hanno arginato l’estendersi del rogo collaborando con i vigili del fuoco. Una operazione che mette in luce l’importanza del loro operato, già emerso durante i nubifragi che hanno interessato alcune strade del paese quest’estate e negli anni scorsi.

«Ancora una volta i nostri agenti e la Protezione Civile hanno dato dimostrazione delle loro capacità, del coraggio e dello spirito di servizio - dichiara il sindaco Andrea Manzi - A loro va la nostra riconoscenza per il lavoro che svolgono per la comunità. Una dedizione non scontata e che vogliamo sottolineare pubblicamente perché è grazie agli sforzi della nostra piccola ma efficiente macchina comunale che il nostro paese riesce a superare le piccole e grandi emergenze che si trova ad affrontare il territorio».

Un territorio che, come dimostra l’incendio all’impianto di captazione della discarica di Paenzano 2, causato da un falò di residui vegetali appiccato in un fondo agricolo, subisce le conseguenze del mancato rispetto del divieto assoluto di abbruciamento di sterpaglie imposto dalla Regione: «Il nostro Ente ha raggiunto un importante risultato quest’estate- continua Manzi-. Dopo un giro di vite sui controlli e l’elevazione di ventisei sanzioni a carico di persone che avevano appiccato le fiamme nei loro terreni, siamo riusciti a ridimensionare di molto il problema. Ma il pugno duro serve in tutti i paesi, visto che le aree di campagna sono confinanti. Se non si fa applicare l’ordinanza di divieto ci si troverà sempre ad affrontare la stessa emergenza ed a mettere in pericolo l’intera area come dimostra l’incendio di ieri».