Facebook oscura la pagina dell’Ex Opg

Potere al Popolo insorge contro la censura anti curdi del social di Mark Zuckerberg

facebook oscura la pagina dell ex opg
Napoli.  

Facebook ha oscurato la pagina dell’dell'Ex Opg Je So' Pazzo, la struttura occupata nel rione Materdei a Napoli dove è nato il partito “Potere al Popolo” che si candidò alle ultime elezioni nazionali del 2018. La pagina è caduta nella censura che la multinazionale di Mark Zuckerberg applica nei confronti delle pagine che inneggiano al terrorismo e all’odio. In questi giorni la polemica sulla censura di Facebook si è scatenata a seguito dell’oscuramento di molte pagine che hanno denunciato l’attacco turco in Siria. Tantissime le pagine in tutto il mondo che, pur non istigando all’odio, sono finite, infatti, nella rete dell’algoritmo di oscuramento di Facebook. In una nota “Potere al Popolo” ha denunciato la chiusura della pagine e ha attaccato con forza il social americano, accusandolo di appoggiare in maniera tutt’altro che velata l’attacco lanciato da Erdogan. 

“La censura di Facebook continua - scrivono i dirigenti di PaP - Dopo la denuncia che abbiamo fatto nei giorni scorsi dell'oscuramento di decine pagine che si esprimevano in solidarietà al popolo curdo, oggi anche la pagina dell'Ex Opg Je So' Pazzo è stata oscurata dalla multinazionale americana. I motivi sono gli stessi: sotto "l'imparziale" giudizio di Facebook sono caduti numerosi post in cui la nostra Casa del Popolo napoletana esprimeva solidarietà al popolo curdo, diffondeva le immagini e le notizie del conflitto, raccontava il modello di integrazione e cooperazione portato avanti dal Confederalismo Democratico Kurdo, denunciava la pulizia etnica messa in atto dal regime di Erdogan. Ma secondo la gestione privatistica di Facebook, tutto questo non è ammesso: nessuno può prendere posizione, soprattutto contro Erdogan. Nessuno può informare liberamente del massacro che sta avvenendo nel Nord della Siria. Nessuno devono avere un'idea schierata, tutti devono essere politically correct. Non è politicamente corretto - si chiedono i militanti di Pap - durante una guerra di aggressione, diffondere contenuti che informano sullo stato di salute del popolo aggredito? Perché si decide di classificare come "odio" contenuti e immagini che condannano una potenza che vuole attuare una vera e propria pulizia etnica nei confronti di un altro popolo? Perché si può scegliere arbitrariamente che supportare il popolo kurdo vuol dire supportare terroristi? La potenza turca, che sta ridando forza e vitalità all'Isis, non deve essere censurata? Perché censurare la pagina di un centro sociale, politico, culturale che ogni giorno porta avanti attività mutualistiche, assiste centinaia di persone attraverso l'ambulatorio popolare, il doposcuola sociale, gli sportelli legali, crea comunità e aggregazione? La potenza turca, che sta ridando forza e vitalità all'Isis, non deve essere censurata? Perché censurare la pagina di un centro sociale, politico, culturale che ogni giorno porta avanti attività mutualistiche, assiste centinaia di persone attraverso l'ambulatorio popolare, il doposcuola sociale, gli sportelli legali, crea comunità e aggregazione?“