Il Pd napoletano va a congresso

Per la segreteria caldo il nome di Marco Sarracino, potrebbe essere candidatura unitaria

il pd napoletano va a congresso
Napoli.  

Dopo 7 mesi di commissariamento Michele Meta, il deputato dem scelto per fare il commissario della federazione metropolitana, ha deciso la data del congresso provinciale, si voterà il 7 dicembre. Nonostante qualcuno avesse chiesto il rinvio, la partita è stata chiusa a Roma dalla commissione nazionale che ha approvato la decisione del commissario e dunque il processo congressuale per ora è avviato, ma nel mondo dem mai dire mai.

Le candidature potranno essere presentate fino al 12 novembre e per ora non ne sono ancora pervenute. Ma le correnti romane, che a Napoli ormai arrivano come spifferi irrilevanti nel mondo reale ma ancora forti nei circoli chiusi del napoletano, avrebbero trovato la quadra attorno a Marco Sarracino, candidato in pectore da prima ancora che arrivasse il commissario. 

Sarracino, ex segretario dei Giovani Democrarici di Napoli, candidato alle primarie partenopee de 2016 contro Bassolino e Valente, ex civatiano ora orlandiano di ferro, all’ultimo congresso provinciale, annullato dal tribunale, aveva fatto un accordo con Lello Topo, per appoggiare il segretario Costa contro Nicola Oddati. Oggi il giovane Sarracino si accompagna con Oddati, che intanto è diventato responsabile Mezzogiorno del Pd nazionale, e ha un ottimo rapporto con tutta la dirigenza romana. 

Quindi per Roma un congresso unitario con un candidato unico sarebbe la strada preferita e se fosse Sarracino sarebbe ancora meglio.

Gli uomini del presidente De Luca, invece, avrebbero gradito un rinvio. Fare il congresso dopo le regionali, come avverrà nelle altre federazioni commissariate in Campania, avrebbe garantito maggiore libertà di movimento per il governatore nel periodo della composizione delle liste e minore conflittualità in una fase pre-elettorale fondamentale.

Per ora non si sono registrate le solite corse al tesseramento, perché la possibilità di una candidatura unitaria renderebbe vano ogni sforzo dei capibastone. La cosa che si registra invece è il passaggio con Italia Viva di una metà del direttivo Pd di Pomigliano e di Arzano. In più la nuova creatura dell’ex-premier fiorentino ha organizzato un nuovo incontro a Napoli con Maria Elena Boschi, Errore Rosato e Gennaro Migliore, mentre il Pd resta un po’ nell’ombra lo spazio al sole partenopeo sembra occuparlo Italia Viva.