NOVA a Napoli, il M5S lancia la sfida al governo Meloni

Sportiello e Fico attaccano i quattro anni di "macerie" del governo di centrodestra

nova a napoli il m5s lancia la sfida al governo meloni

L'offensiva progressista parte da Napoli: il M5S schiera i big

Napoli.  

Una mobilitazione coordinata che viaggia su un doppio binario: la democrazia partecipativa dal basso e l'attacco frontale, durissimo, alle politiche del governo Meloni. La tappa partenopea di “NOVA - Parola all’Italia”, svoltasi oggi all’Arena Flegrea, non è solo un laboratorio di idee ma l'indicazione di una vera e propria direzione politica e strategica della coalizione progressista che riconosce l’importanza geopolitica del capoluogo campano nei piani di Giuseppe Conte per la costruzione del programma di governo alternativo alla destra.

Mentre in contemporanea circa 110 comuni italiani avviavano analoghi tavoli di lavoro, a Napoli il Movimento 5 Stelle ha schierato i suoi big. Oltre al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, erano presenti il vicepresidente della Camera dei Deputati Sergio Costa, il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi e la senatrice Vincenza Aloisio e la deputatata Gilda Sportiello.

L'atto d'accusa: "Quattro anni di macerie"

Gilda Sportiello, deputata e coordinatrice cittadina del M5S a Napoli,  ha aperto i lavori con una durissima requisitoria contro l’esecutivo di centrodestra, giunto ormai al traguardo dei quattro anni di mandato. “Oggi abbiamo un’occasione straordinaria per decidere insieme i temi del prossimo governo progressista dopo questi quattro anni di macerie lasciate dal governo Meloni”, ha dichiarato Sportiello. “Nessuno sta meglio di quattro anni fa: tutto è peggiorato”. Il M5S punta il dito soprattutto sulla gestione della sanità pubblica individuando nella sanità territoriale e nelle case di comunità l’argine al collasso del sistema assistenziale.

Il "Modello Campania" come contropotere

Nel retroscena di questa mobilitazione emerge chiaramente il tentativo del M5S di utilizzare la Campania - guidata da Roberto Fico - come laboratorio pilota e vetrina istituzionale. "La Campania si sta muovendo nella direzione giusta grazie al presidente Fico, dimostrando cosa significa avere un governo progressista: un’amministrazione che centra gli obiettivi e in pochi mesi inverte la rotta", ha incalzato Sportiello, blindando la governance regionale come esempio concreto da esportare a livello nazionale.

La strategia della disintermediazione: l'Open Space Technology

Dal punto di vista strutturale, emerge una precisa scelta comunicativa: l'adozione dell'Open Space Technology. L'assenza di palchi, tessere di partito visibili o gerarchie tradizionali serve a disinnescare l'accusa di "politiche di palazzo", attirando associazioni ed enti del terzo settore. Attraverso la "Legge dei due piedi" (la libertà di spostarsi dove si è più utili), il M5S tenta di capitalizzare il malcontento della società civile, trasformando la protesta in report programmatici misurabili. La sfida lanciata dall'Arena Flegrea è ormai tracciata: contrastare la verticalizzazione del potere del governo centrale opponendovi un "cantiere aperto" orizzontale. Resta da vedere se questa metodologia sarà sufficiente a compattare una coalizione progressista ancora in cerca di una leadership univoca a livello nazionale.