Legge elettorale, Sangiuliano: "Mi piace, ma avrei voluto le preferenze"

L'ex ministro: "Meccanismo preferenza crea rapporto diretto tra eletto ed elettore"

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Napoli.  

All'indomani del via libera della Camera alla riforma della legge elettorale, che ora attende il passaggio in Senato, arrivano le critiche di Gennaro Sangiuliano. Il capo dell'opposizione di centrodestra nel Consiglio regionale della Campania ed esponente di Fratelli d'Italia ha espresso chiaramente il suo punto di vista, promuovendo solo in parte il testo approvato.

"Certo che mi piace", ha esordito l'ex ministro commentando la riforma nel suo complesso e ribadendo l'importanza cruciale della stabilità dei governi, un fattore che a suo dire "offre durevolezza all'azione politica e di governo". Per sottolineare questa necessità, Sangiuliano ha richiamato l'esempio negativo della Gran Bretagna, dove "si cambia premier ogni sei mesi".

I nodi centrali della critica riguardano però le modalità di elezione dei parlamentari e la bocciatura dell'emendamento che avrebbe dovuto introdurre le preferenze. "Personalmente avrei voluto le preferenze", ha spiegato l'esponente di FdI, "perché il meccanismo della preferenza crea un rapporto diretto tra l'eletto e l'elettore e questo significa poter portare i problemi del territorio all'attenzione del governo. Il Parlamento dei nominati invece non va bene".

L'emendamento sulle preferenze è saltato alla Camera a causa del voto segreto e dell'azione dei franchi tiratori. Sul punto, Sangiuliano ha preferito non puntare il dito contro nessuno in particolare, ma non ha nascosto il proprio rammarico: "Non me lo aspettavo, ma lo temevo perché con le preferenze cambia il tipo di rappresentanza politica: vengono eletti coloro che si misurano con il territorio e non coloro che sono stati nominati".