In tanti avevano dato alla partita di Parigi la valenza e l’etichetta di esame di maturità. Per il Napoli di Ancelotti è stata la serata in cui mentalità e personalità si sono esaltate al cospetto dei fenomeni francesi. Neymar, Mbappè e Cavani sono assi fenomenali ma il Napoli risponde di gruppo, imbrigliandone il passo e predisponendo un controllo del pallone finanche autoritario. I gol sono logica conseguenza, dopo la traversa clamorosa colta da Mertens: l’ottavo di Insigne in stagione (già cecchino in Champions di Borussia Dortmund, Real Madrid e Liverpool) , di solita qualità, e il nuovo vantaggio a firma Mertens. Il Psg ha vissuto di fiammate e di un cambio tattico ad inizio ripresa con il quale Tuchel ha varato la difesa a tre e Di Maria esterno a tutto campo. L’autogol di Mario Rui e la giocata all’ultimo respiro, proprio dell’argentino accostato la scorsa estate all’azzurro, hanno fatto sfumare l’impresa. Che il Napoli avrebbe meritato ampiamente alla luce di una prestazione sontuosa. Probabilmente neppure messa in conto dai francesi alla vigilia. Il gruppo C riscrive così la classifica: Liverpool in testa dopo la goleada alla Stella Rossa, Belgrado resta il grosso rimpianto azzurro, Napoli secondo con un punto in più rispetto ai francesi. Ma consapevole di una crescita esponenziale che è la stessa ragione per la quale ci si morde le mani all’uscita dal Parco dei Principi. Ma anche il motivo per cui gli avversari blasonati del girone di ferro faranno bene a stare attenti. Secondo pareggio in casa del Psg dopo quello colto nella stagione 1992/93, con Insigne e Mertens che tornano a segnare insieme, nella stessa partita, dopo sette mesi e mezzo. L’ultima volta con una rete a testa fu Napoli-Roma 2-4, del 3 marzo scorso. E domenica toccherà proprio ai giallorossi far visita a Fuorigrotta.
