Mertens allo scadere evita la beffa ad un grande Napoli

La Roma era passata in vantaggio nel primo tempo con un tap in sotto misura di El Sharawy

Il peso delle statistiche e delle recenti tradizioni ha inciso il pareggio tra Napoli e Roma al San Paolo. Primo pari azzurro in campionato, alla decima giornata, e quarto anno di imbattibilità per i giallorossi a Fuorigrotta. Ma la partita il Napoli l’ha rincorsa, dopo averla compromessa con una disattenzione e ripresa con i denti nel rush finale. Quello della foga di Mertens ma anche della esemplare azione del gol. Un palleggio prolungato, veloce ma paziente, definito dalla classe di Zielinski e Insigne. E dai movimenti di Callejon e Mertens: il belga legge da felino che il compagno potrebbe non chiuderla e brucia Olsen. Il gol della liberazione, perché sarebbe stato davvero difficile, ci si fosse trovati a dover raccontare una sconfitta del Napoli di Ancelotti. Sul gol di El Sharawy la Roma ha costruito la sua partita d’attesa prima, di strenua difesa poi. Rinunciando a fare gioco ma forte di una rocciosa solidità arretrata. E senza neppure disdegnare nel primo tempo qualche ripartenza anche pericolosa. Sulla muraglia di Di Francesco il Napoli è andato a infrangere i suoi assalti, continui dalle fasce ma senza il guizzo che spariglia. Poi il gol di un pareggio che va letto realmente oltre il risultato. A pochi giorni dalla strepitosa prestazione di Parigi e in una serata che sembrava ad un certo punto delle streghe il Napoli ne è venuto fuori di personalità, senza mai rinunciare a giocare, con trame avvolgenti e una manovra nella quale la Roma ha boccheggiato. La Juve torna a +6 da Empoli, dove l’arbitro Calvarese è parso lo stesso di Cagliari per interpretazioni variopinte, rigore compreso. Ma il Napoli che guarda se stesso ha oggi poco da rimproverarsi.