Napoli si è davvero superata e l’urlo della Champions non è parso mai tanto forte. Neppure nelle passate supersfide alle corazzate Bayern, Real, Chelsea, City. C’è qualcosa di davvero speciale che accompagna questa squadra così tanto europea, guidata con maestria e classe da Carlo Ancelotti. Nella serata del derby tra lazzari e giacobini, destinatari oggi di una tradizione straordinariamente fusa nel gemellaggio, il Napoli ha reso testa al miliardario organico del parigino Tuchel. Napoli e Psg si sono a lungo guardati negli occhi in un primo tempo intenso, che Bernat ha indirizzato a favore dei suoi sul filo di lana. Quando Kuipers, bravo fino alla fine, aveva già il fischietto alla bocca. Il gol francese e il quarto d’ora di pausa hanno restituito alla Champions il vero Napoli. Audace, veloce, imprevedibile nelle movenze corali. Anche poco fortunato se si rilegge l’elenco delle occasioni avute a pochi metri da un ancora fortissimo Buffon. Il gol del pareggio è arrivato su rigore, procuratosi con solito, grande tempismo nell’inserimento da parte di Callejon. Dagli undici metri Buffon aveva ipnotizzato Insigne a Torino, in un Juventus-Napoli 3-1 dell’ultimo Benitez. Questa volta Lorenzo ha infilato il pallone dove proprio Gigi non poteva arrivare. Pareggio pesantissimo nell’equilibrio del girone C che la Stella Rossa ha rimescolato clamorosamente battendo a domicilio il Liverpool. Riuscendo perfino a riabilitare lo 0-0 del Napoli al Maracana di Belgrado. Tutto insomma da giocare, con il Napoli ora davanti e atteso il 28 novembre proprio dai serbi a Fuorigrotta e il giorno 11 dicembre ad Anfield dal Liverpool, che intanto avrà fatto visita al Parco dei Principi. La sensazione diffusa è che il Napoli ci stia benissimo, senza timori reverenziali tra i mostri sacri della massima competizione europea per club.
