L'ambizione di cantare anche per Napoli. Carlo Ancelotti, diventato nel tempo famoso anche per l'attitudine a celebrare la vittoria di un titolo con le squadre da lui allenate facendo vibrare l'ugola, microfono alla mano, si è detto pronto a replicare una performance del genere anche in azzurro: «Mi piacerebbe cantare “'O surdato 'nnammurato” al San Paolo.» ha dichiarato il tecnico di Reggiolo nell'intervista esclusiva andata in onda ieri sera su “Italia 1” nel corso di “Tiki Taka”. Voglia matta di conquistare un trofeo all'ombra del Vesuvio: l'obiettivo, dichirato, è l'Europa League dove l'urna è stata benevola. Nei sedicesimi, come noto, ci sarà da superare lo Zurigo, formazione più che alla portata di Hamisk e compagni.
Tralasciando il doppio confronto con gli elvetici e ritornando all'intervista di “Re Carlo”, l'occasione è stata propizia anche per distendere definitivamente gli animi sul clima di preoccupazione ingeneratosi alla vigilia della partita di campionato vinta a Bergamo: «C'è stato rispetto per la squadra avversaria. Un passo in avanti c'è stato.» ha evidenziato Ancelotti che ha, infine, chiuso il capitolo relativo al possibile ritorno di Cavani. Piena fiducia in Milik. Non a parole, ma attraverso la continuità di impiego che l'allenatore, ex tra le altre di Bayern Monaco, Chelsea e Milan, ha garantito all'ariete polacco. Un sostegno morale che ha giovato all'attaccante, bravo a cancellare l'errore a pochi passi da Allison, nella fatale trasferta in Champions League, a Liverpool, con la pennellata che ha permesso agli azzurri di sbancare la Sardegna Arena ed al bomber di salire al primo posto della classifica stilata in base alla media tra minuti giocati e reti realizzate. E allora, chissà: magari, in futuro, ci sarà spazio per un duetto...
