Quattro Olimpiadi dal 1980 a Mosca fino a Barcellona nel 1992. Dodici anni di emozioni, di assalti mozzafiato con tre medaglie da ricordare. Un oro, un argento e un bronzo, è così che Ferdinando Meglio, Dino per il mondo della scherma e non solo, è entrato di diritto nella storia della sciabola italiana e mondiale. Atleta di intelligenza superiore alla media, un professionista esemplare che a soli 21 anni salì sulla pedana di una finale olimpica nella gara a squadre contro la Russia padrona di casa. Correva l'anno 1980, era l'olimpiade del grande boicottaggio americano ai danni dell'Unione Sovietica. Gli atleti a stelle e strisce non volarono a Mosca proprio come sarebbe successo quattro anni più tardi quando furono i sovietici a dire “No” alla partecipazione olimpica in quel di Los Angeles. Lo sciabolatore partenopeo, insieme a Mario Aldo Montano, Michele Maffei e Marco Romano vinse l'argento, una medaglia dal valore inestimabile. Di più non si poteva fare, il quartetto russo formato da Viktor Sidyak, Vladimir Nazlymov, Viktor Krovopuskov e Mikhail Burtsev, confermò il favore del pronostico. Ma quattro anni più tardi a Los Angeles arrivò la gioia più bella per il carismatico Dino. Ancora nella gara a squadre, ma questa volta contro i cugini transalpini. Italia-Francia, ancora una volta. Una sfida infinita che si risolse in favore del quintetto formato da Marco Marin, Ginafranco Della Barba, Giovanni Scalzo, Angelo Arcidiacono e Dino Meglio (nella foto tratta da dinomeglio.com). Una medaglia d'oro che ha cambiato la vita a tutti gli eroi di Los Angeles in quella che è stata una delle edizioni più ricche per la spedizione azzurra. La grandezza di un campione è quella di restare ai vertici per tanto tempo e Dino Meglio l'ha fatto alla grande. A Seul, nel 1988, lo sciabolatore napoletano tonrò sul podio nella gara a squadre completando la sua personale collezione di medaglie conquistando un bronzo insieme a Giovanni Scalzo, Marco Marin, Gianfranco Della Barba e Massimo Cavaliere. Tre medaglie in otto anni prima di concludere la sua carriera sotto il sacro fuoco di Olimpica nel 1992 a Barcellona con un quinto posto nell'individuale, e decidere di lasciare l'agonismo per diventare un tecnico vincente capace di portare in cima al mondo atleti del calibro di Gioia Marzocca, Rosanna Pagano, Gigi Tarantino, Raffaello Caserta e Francesca Boscarelli che ha seguito nel momento più alto della sua carriera coinciso con una vittoria in Coppa del Mondo.
Imprese Olimpiche: le tre medaglie di Dino Meglio
Da Mosca '80 a Seul '88, tre edizioni dove lo sciabolatore napoletano è stato grande protagonista
Napoli.
