Aveva qualche problemino alla schiena ecco perché mamma Maria Rosaria e papà Francesco decisero che avrebbe fatto nuoto. E' la storia di Davide Rummolo, ragazzone napoletano che in piscina ci sapeva fare. Classe 1977, arrivò alle Olimpiadi di Sidney a 23 anni, l'età giusta per lasciare il segno. Ma lui a quei giochi non doveva nemmeno esserci, non era riuscito a nuotare il crono limite ma qualcuno credeva in lui. Con il suo allenatore Lello Avagnano, avevano lavorato bene, e questo era chiaro soprattutto ad Alberto Castagnetti che lo volle fortemente far salire sull'aereo per la lontana Australia. Davide Rummolo aveva quasi riposto il suo sogno nel cassetto e invece si trovò catapultato a gareggiare sotto il sacro fuoco di Olimpia. Un atleta richiamato all'ultimo momento non immagina di poter salire sul podio, ma dopo la conquista della finale sei 200 farfalla qualcosa era cambiato. Davide cominciò a credere di poter fare una grande gara. Il suo amico Domenico Fioravanti era il grande favorito e nell'ultimo atto mise il sigillo col secondo oro dopo quello nei 100. Fu Rummolo però che stupì tutti, compresi i telecronisti rai Sandro Fioravanti e Luca Sacchi. Ai 150 metri era quinto ma nell'ultima vasca scatenò l'inferno agguantando un meraviglioso terzo posto. A primo impatto non si rese conto dell'impresa compiuta, aveva scambiato il tre per il cinque che sarebbe significato un quinto posto comunque di altissimo livello. E invece no, quel cinque era un tre che significava terzo posto dietro all'amico di sempre Domenico Fioravanti che aveva vinto l'oro. Un bronzo insperato, il giusto premio per il lavoro fatto con Avagnano e i sacrifici di una vita intera spesa in piscina. La medaglia di Rummolo, ribattezzato “bronzolo” dal due volte campione olimpico Domenico Fioravanti, fu una delle più belle emozioni di quell'edizione dei giochi olimpici.
Imprese Olimpiche: Davide Rummolo, un bronzo inaspettato
Il nuotatore partenopeo stupì tutti perché a Sidney non doveva nemmeno esserci
Napoli.
