In tempi di vacche magre non c'è niente di meglio che cercare presunti scoop che col calcio c'entrano poco o nulla. Dopo averci provato - senza riuscirci - con la nuova settimana di ferie torinesi di Antonio Conte, ora la avversa o presuntamente affiliata stampa di qualunque fede o appartenenza (purché non azzurra) ci prova - con qualche possibilità in più - con il mancato ritorno di Romelu Lukaku a Napoli, dopo che lo staff tecnico della nazionale belga lo aveva trovato in condizioni pietose sia di forma che di salute.
Già si parla di "rottura totale" tra il Napoli e l'attacante, quando in realtà sembra che Big Rom abbia semplicemente scelto di vederci chiaro e di restare nel suo paese per seguire le orme di Kevin De Bruyne, che infatti è tornato dal suo grave infortunio molto più in forma rispetto a prima che se lo procurasse solo calciando un calcio di rigore.
Se qualcuno in seno alla società o altrove se ne rammarica vuol dire che non sa analizzare in modo lucido ed equilibrato i fatti e assume condotte inappropriatamente rigorose e supponenti figli di una miopia imprenditoriale molto simile a quella tecnica del suo allenatore. Sono certo non sia così, ma qualora lo fosse, vorrebbe dire che la SSC Napoli ha perso la bussola e sta procedendo a vista, privilegiando una autoassoluzione facile, colpevole e certamente foriera di disastri finanziari e progettuali. Ma c'è di più.
Andare oggi contro Romelu Lukaku - dopo 31 calciatori in rosa infortunati, tutti con problemi muscolari - vorrebbe dire sacrificare il proprio patrimonio tecnico per difendere uno staff - Antonio Conte in testa - indifendibile. Altro che società offesa! Scelga la stessa meglio i suoi collaboratori, non ultima una equipe medica moderna e all'altezza, e vedrà che queste scelte dei suoi calciatori - più legittimate dai fatti di quanto si voglia far passare - non avranno a verificarsi in futuro. E c'è ancora di peggio.
Oggi una presa di posizione forte della dirigenza azzurra creerebbe un pericoloso precedente, rendendo lo spogliatoio più instabile e insicuro, peraltro in un momento decisivo per la corsa Champions. Siamo sicuri che questo onerosissimo gioco valga in qualche modo la candela? Dubito seriamente, ma se la SSC Napoli seguirà l'oltranzismo contiano, questo le si potrebbe torcersi contro. Sarebbe, perciò, di gran lunga meglio comprendere le ragioni di chi vuole farsi visitare da coloro nei quali ha fiducia, e fa del suo meglio per lasciarsi alle spalle domande che ancora restano senza risposta.
