Piazza negata ai Pirati, la Pastefice al sindaco: discriminati

Dopo la concessione di Piazza Sant'Agostino ai musulmani, il sindaco la nega ai Pastafariani.

piazza negata ai pirati la pastefice al sindaco discriminati

L'amministrazione li dirotta in un parco, suscitando una decisa reazione.

Marcia indietro dell'amministrazione comunale. Dopo aver concesso piazza Sant'Agostino ai musulmani – provocando le proteste dei commercianti della zona -, il sindaco ha negato la possibilità ai Pastafariani di celebrare la sacher messa nella stessa location.

Un “no” (dopo una precedente approvazione), che ha suscitato la reazione della Chiesa Pastafariana Italiana. Una reazione garbata, ma ferma, in difesa di tutte le minoranze religiose e dei loro diritti. Una presa di posizione che non può lasciare insensibili quanti ritengono un diritto sacrosanto per tutti quello di esprimersi liberamente, anche attraverso un culto religioso.

Questa la missiva indirizzata al sindaco Enzo Napoli dalla Pappa Scialatiella Piccante I, al secolo Emanuela Marmo.

Caro Signor Sindaco, il mese scorso in Piazza Sant'Agostino la comunità dei fedeli musulmani si è riunita in pubblica preghiera per la Festa del Sacrificio. La Chiesa Pastafriana Italiana ha esultato a tale notizia: aprire una piazza tanto importante per la città a una minoranza religiosa attua un insieme di valori considerati sacri al Prodigioso Spaghetto Volante. L'evento accaduto è stato percepito dai pirati pastafariani come un segno di vera vita spirituale, di accoglienza, di parità tra culture, di possibile amicizia. In qualità di Pastefice massima, interpretando lo stato di giubilo del mio popolo di fedeli, ho predisposto la sacralizzazione del luogo, allo scopo di farne un emblema di culto. La sacralizzazione di Piazza Sant'Agostino, in ragione delle particolari circostanze richiede una sacher-messa, ovvero la funzione più solenne, con la celebrazione del Rito di Tolleranza.

Dovendo celebrare una funzione pubblica, rendendosi necessario l'allestimento di un altare, come ha saputo, ho presentato richiesta formale di occupazione temporanea di suolo pubblico per iniziativa non commerciale. La domanda stata protocollata agli Affari Generali, numero di protocollo: 0148926/2017 del 07­09­2017. Nella stessa data ho illustrato l'iniziativa a Lei personalmente con una comunicazione ufficiale, protocollo n°numero 148940. Sono stata messa al corrente delle polemiche seguite alla Festa del Sacrificio, del disappunto che avrebbe colto parte della cittadinanza, in particolare i commercianti della zona; polemiche che L'hanno portata a considerare un errore l'aver assegnato piazza Sant'Agostino alla comunità musulmana in data primo settembre e a dichiarare che il sito non sarà più messo a disposizione per eventi analoghi.

 

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Oggi, 4 ottobre 2017, un'impiegata dell'ufficio competente mi ha contattata telefonicamente chiedendomi di scegliere un'altra location, preferibilmente un parco, per la sacher­ messa prevista per domenica 15 ottobre. Vede, signor Sindaco, sono certa che Lei non ha alcuna intenzione di ostacolare il culto pastafariano, così come non ha alcuna intenzione di negare alla comunità musulmana il diritto di professare la propria fede. Sono certa che Lei ha semplicemente voluto eliminare fattori di stress per i commercianti di piazza Sant'Agostino. Tuttavia, pur rappresentando una minoranza religiosa, non considero la mia religione di minore importanza rispetto a quella tradizionale. I miei valori di fede si fondano su concetti che reputo assolutamente veri. Non chiedo di riunirmi in un luogo qualsiasi della città, d'altro canto potrei pregare con la mia ciurma di pirati in qualsiasi momento e in qualsiasi posto. Sento però di avere diritto alle stesse opportunità che la religione prevalente ha, quindi di avere diritto di dare significati e valenze simboliche ai luoghi eletti dai miei confrittelli alla sacralità. Edicole votive, raffigurazioni di santi, la consuetudine di celebrare feste patronali in luoghi che sono laici e civili sono privilegi consentiti alla religione di maggioranza. Non pretendo che tali spazi siano improvvisamente negati. Le minoranze, però, hanno diritto a esprimersi, e non lontano dagli sguardi. Hanno diritto a scegliere gli eventi, gli accadimenti, i luoghi da celebrare. Tale diritto o è per tutte le religioni o non lo è per nessuna. I criteri di tradizione non dovrebbero generare differenze di misura in ordine al Diritto rappresentato dalle Istituzioni. Gli uffici che un mese fa hanno concesso Piazza Sant'Agostino ai musulmani non hanno commesso un errore, ma un atto di cui la Sua Amministrazione avrebbe dovuto dichiararsi fiera per motivi che, in quanto Pappa, reputo sacri: libertà di pensiero, libertà di scelta, libertà di espressione.

 

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Con questa lettera, Le chiedo di concedermi un incontro. Non celebrerò funzioni religiose in Piazza Sant'Agostino, ma capirà che non posso indicare alcuna sede alternativa giacché la sacralizzazione della Piazza, oggetto specifico del rito, non può svolgersi in altro luogo senza una evidente perdita di senso. Nè intendo trasformare la celebrazione in una forma di protesta e avvalermi di stratagemmi, ancorché leciti, per fare comunque ciò che è nelle mie priorità. Il colloquio che Le chiedo deriva dal desiderio di essere accolta in quanto capo religioso, di avere l'opportunità di valorizzare gli ideali di cittadinanza che la comunità pastafariana di Salerno ha necessità di presentarLe. In attesa di un Suo cordiale e gradito riscontro, colgo l'occasione per pennedire la Sua attività di Sindaco, nell'augurio che anche Lei possa dare voce al Suo pirata interiore. La saluto in Pasta, Sugo e Polpette, Pappa Scialatiella Piccante I al secolo, Emanuela Marmo

Lettera aperta scritta presso le sacre cucine pappali dopo quieto cicchetto di rum a fine pasto, in data 4 Ottobre 2017, a Sarno. Sede: Via Roma n°50 – 40057 Granarolo dell’Emilia (BO) – Web