Un doppio intervento, alla fine salvi sia la partoriente che il bambino. La donna era giunta alla 34esima settimana di gravidanza al Ruggi con una patologia grave che la metteva in pericolo di vita. Si trattava di una emiparesi abbastanza grave con la partoriente che rischiava di morire addirittura con il solo movimento del corpo. Il quadro clinico della 33enne Veronica Saggese, impiegata, appariva abbastanza complicato. Coniugato con un imprenditore di Mercato san Severino, Gabriele Napoli di 32 anni, la donna rischiava seriamente alla sua prima gravidanza. Un lungo iter iniziato lo scorso 1° febbraio quando la donna fu ricoverata al Ruggi, nel reparto "Gravidanza a rischio" diretta dal primario Raffaele Petta. Il primo interveto medico è stato sulla stabilizzazione delle vertebre cervicali, con l’applicazione di un collare Philadelphia, e subito dopo fu eseguito un taglio cesareo che consentì la nascita di Raffaele, dal peso di quasi 2 chili e mezzo. L’equipe chirurgica era guidata oltre che dal primario Petta che era coadiuvato dal medico Carlo De Rosa e dall’ostetrica Carolina De Prisco. L’anestesia fu condotta dalla dottoressa Ida Oppido e il bimbo fu assistito dai dottori Francesco Ciccullo ed Antonio Criscuolo del reparto di Neonatologia diretto dalla dottoressa Graziella Corbo. Ma non mancarono le complicazioni, con la madre che ritornò in Rianimazione il 12 febbraio per sopraggiunte problematiche respiratorie con conseguente tracheotomia prima del trasferimento in Neurochirurgia. Alla fine la donna ce l'ha fatta con la stessa dimessa lo scorso 5 marzo.
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