Assolti perché il fatto non sussiste. Sono le 23:10 circa quando il presidente del collegio giudicante Vincenzo Siani pronuncia la sentenza che mantiene il governatore Vincenzo De Luca alla guida della Regione Campania ed evita l’onta della condanna a ex amministratori, dirigenti e funzionari di Comune di Salerno e Soprintendenza e imprenditori.
Vittoria su tutta la linea per gli avvocati dei 22 imputati coinvolti nel processo Crescent, l’emiciclo progettato dall’archistar Ricardo Bofill che ha cambiato lo skyline di Salerno. Nessuna sospensione per via della legge Severino, che sarebbe scattata in automatico in caso di condanna per il presidente della giunta regionale. Per lui la procura aveva chiesto la condanna a 2 anni e 10 mesi di reclusione per falso, abuso d’ufficio e reati urbanistici.
Dopo otto ore di una lunghissima camera di consiglio, la cui sentenza è stata rinviata di ora in ora fino ad arrivare oltre le 23, è arrivata dunque la parola fine sul procedimento giudiziario che rischiava di terremotare la giunta regionale e, forse, anche quella salernitana. Accolte dunque le tesi difensive, rigettate le ipotesi di reato avanzate da procura e parti civili. Per De Luca, che non era presente in aula, un sospiro di sollievo arrivato al termine di quello che può essere definito il giorno più lungo da quando guida la Regione Campania.
Grande entusiasmo e ampi sorrisi da parte dei diretti interessati, in un'aula di tribunale strapiena vista anche l'importanza della posta in gioco. Per il governatore Vincenzo De Luca e gli ex amministratori che insieme a lui guidavano il comune di Salerno, si è trattato di una vittoria importante che se non fosse arrivata avrebbe aperto scenari del tutto inediti sia per quanto riguarda la guida della Regione Campania (dove già si ipotizzava l'interim affidato a Franco Roberti), che per il comune di Salerno. Del resto, lo stesso sindaco del capoluogo Enzo Napoli era presente in aula al momento della lettura della sentenza.
Giovanbattista Lanzilli
Sara Botte
