Estorsione e droga: arrestato il nipote del boss Maiale

Operazione tra Napoli e Salerno. Sei misure cautelari per un giro d'affari mensile di 50mila euro

Eboli.  

Estorsione, detenzione di armi e spaccio di droga. Arrestato Giovanni Maiale, nipote dell’omonimo “Giovanniello”, storico capo del clan Maiale di Eboli. Alle prime luci dell'alba, nelle province di Salerno e Napoli, i militari del Comando Provinciale di Salerno, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti e del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare - emessa dal Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia - nei confronti di 6 indagati (1 in carcere, 4 agli arresti domiciliari ed 1 con obbligo di dimora nel Comune di residenza), gravemente indiziati, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, concorso in lesioni personali aggravate dal metodo mafioso e detenzione e porto abusivo di arma.

I provvedimenti conseguono ad una vasta attività d’indagine avviata dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Salerno nel mese di maggio 2018, quando i titolari del supermercato “Al Caporale” di Eboli, denunciarono un tentativo di estorsione, che vide come principale autore Giovanni Maiale, detto "a minaccia", che fu poi arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare, unitamente ad Adolfo Prinzi e Massimo Ammutinato, in cui fu contestata l’aggravante del metodo mafioso, avendo richiamato l’appartenenza al "clan Maiale" per convalidare il proprio potere di intimidazione.

Il nipote del boss, negli corso degli anni, si sarebbe reso protagonista di diversi episodi delittuosi commessi nel territorio ebolitano (come quello, particolarmente eclatante, che avrebbe compiuto nell’agosto 2015 quando, in pieno giorno ed in un quartiere ad alta densità di abitanti, fece esplodere un ordigno rudimentale per ritorsione nei riguardi dell’ex compagna), grazie ai quali sarebbe riuscito  ad incutere - ancora oggi - forte soggezione nella popolazione locale.

L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un articolato gruppo armato, con ruoli e competenze ben definite, dedito alla commissione dei delitti, con ingente disponibilità di stupefacente del tipo cocaina, hashish e crack, diretto da Giovanni Maiale, con la collaborazione del figlio Michael Gerardi, della compagna Antonella Marotta, della nipote Valentina Di Cunzolo e di Mario, Del Vecchio, i quali vantavano un canale di rifornimento privilegiato delle sostanze illecite nel quartiere Barra di Napoli, con il tramite di Claudia Rizzo.

Agli indagati sono contestate anche condotte estorsive, declinate con minacce personali rafforzate dalla figura violenta di Giovanni Maiale, finalizzate a costringere alcuni “clienti” del gruppo al pagamento immediato di somme di denaro come corrispettivo di pregresse forniture di stupefacenti non saldate.

Tra le contestazioni mosse al nipote del boss (ed alla presunta complice Valentina Di Cunzolo) c'è una violenta aggressione verificatasi il giorno 18 maggio 2018 all’interno di un bar nel centro di Eboli, ai danni di alcuni appartenenti alla comunità Rom del posto, per ritorsione, avendo questi ultimi messo pubblicamente in discussione lo “spessore” e la “credibilità” criminale di Giovanni ‘a minaccia.

L’attività investigativa rappresenta il tassello terminale di una più vasta azione di contrasto nei riguardi del clan Maiale di Eboli, che recentemente aveva fatto registrare il tentativo di una sua riorganizzazione criminale sul territorio della piana del Sele, grazie al ritorno del suo capo storico, Giovanni Maiale, alias “Giovanniello”, avvenuto alla fine dell’anno 2017, dopo aver scontato la pena inflitta ed essere stato per anni collaboratore di giustizia. Lo storico boss del clan è stato arrestato il 14 febbraio 2019, unitamente ad altri due uomini, accusati - a vario titolo - di turbativa d’asta ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, nonché detenzione illegale di armi da fuoco e relativo munizionamento, ricettazione, falso in bilancio e corruzione aggravata.

Il fatturato mensile dell’impresa criminale si aggirava intorno ai 50mila euro. 

I destinatari dell’odierno provvedimento sono:

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE

 Giovanni Maiale, detto “ a minaccia”, 47 anni;

ARRESTI DOMICILIARI

Valentina Di Cunzolo, 23 anni;

Michael Gerardi, 21 anni;

Antonella Marotta, 28 anni;

 Claudia Rizzo, 43 anni;

OBBLIGO DI DIMORA NEL COMUNE DI RESIDENZA

Mario Del Vecchio, 52 anni;