L’ex comandante del Reggimento Guide di Salerno accusato di molestie e stalking.
L’ufficiale era stato denunciato da una donna caporal maggiore che aveva raccontato di essere stata “vessata” dal superiore. In base alla testimonianza, il colonnello le avrebbe reso la vita un inferno con richieste di rapporti sessuali, persino davanti ad altri ufficiali.
L’uomo, che qualche anno fa ha diretto il Reggimento Guide di Torrione, ha scelto il rito abbreviato, che gli permette di ottenere uno sconto di pena pari a un terzo di quella globale nel caso di condanna.
Nella caserma stessa si sarebbero consumati lo stalking e le molestie nei confronti del trentenne caporal maggiore dell’Esercito, con missioni di pace anche in Libano. La storia è di qualche anno fa, quando il caporale maggiore- appena rientrato dal Medio Oriente -si sarebbe incontrata con il suo comandante.
Per la trentenne, si trattava di una scusa con un fine ben preciso, ma lei non diede peso alla cosa, preparando un’altra missione. Ma con il passare del tempo le richieste erano sempre più insistenti attraverso anche sms e telefonate ad ogni ora. Il colonnello avrebbe usato tutti gli escamotage, come quello di farsi servire il caffè in camera o quand’era con i suoi colleghi (seppure questi ultimi avrebbero smentito il racconto della trentenne).
Il rifiuto della caporal maggiore le avrebbe poi compromesso la nuova missione in Medio Oriente. Scattò la denuncia, la procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno aprì un fascicolo d’inchiesta a carico dell’ufficiale che fu rinviato a giudizio.
Successivamente il comandante lasciò il Reggimento Guide e fu trasferito a Roma. La vicenda era approdata al Tribunale Militare della Capitale ma poi è tornata nella sede di competenza. E ieri mattina l’imputato è comparso davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Salerno (presidente Ornella Dezio) alcuni nuovi elementi hanno fatto slittare il processo a suo carico: dovranno essere sentiti alcuni testimoni per fare ulteriormente luce sul caso.
Saranno chiamati a testimoniare altri militari che avrebbero assistito (o meno) alle avances dell’ex comandante. Intanto, il difensore dell’ufficiale ha presentato un folto faldone di memoria difensiva nel quale emerge come quel racconto del sottufficiale sia frutto della sua fantasia o per motivi di ripicca legati strettamente al lavoro.
Redazione Sa
