«A Salerno, tramontata la vecchia camorra, ora si punta sull’economia legale». È lo scenario delineato dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia, Vincenzo Montemurro nell’inchiesta legata agli affari del clan D’Alessandro nel porto di Salerno.
Indagine che vede 19 persone iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di riciclaggio e reimpiego di soldi sporchi nell’economia legale. Il sostituto procuratore dell’Antimafia aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per tutti, fatta eccezione per un maresciallo della Guardia Costiera, accusato di avere fatto delle “soffiate” sui controlli alle ditte, per cui è stata avanzata la richiesta di arresti domiciliari.
Il gip del Tribunale di Salerno ha rigettato le richieste e la Dda ha presentato ricorso al Riesame. Su tutti spicca il nome di Michele D’Alessandro, 37 anni figlio di Luigi D’Alessandro senior e nipote del defunto fondatore della cosca stabiese. Insieme al cognato Nunzio Girace 'o mericano sarebbe stato il vero capo delle ditte coinvolte nell'inchiesta.
Redazione Sa
