Frizioni in Forza Italia: Aliberti sbatte la porta, Bicchielli gli tende la mano

Il sindaco: "Sento di essere un peso e non una risorsa". Il deputato: "Disagio condiviso da tanti"

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Salerno.  

Dopo essere stato proclamato all’unanimità, nell’ambito del congresso provinciale, presidente di Forza Italia per la provincia di Salerno, il sindaco di Scafati e capogruppo di Forza Italia, Lega e Noi Moderati in Provincia di Salerno, rassegna le sue dimissioni dalla carica.

"Faccio un passo indietro, senza polemiche. Quando hai chiara la percezione, dopo 32 anni di militanza, di essere diventato un peso per il partito e non una risorsa, è giusto dare spazio a chi ha, nella visione della dirigenza, una marcia in più. Il grazie più grande, da un punto di vista umano, va a Silvio Berlusconi, ai comportamenti che ha avuto con me in oltre trent’anni di militanza ma soprattutto in occasione delle elezioni vinte nel 2023 quando mi chiamò al telefono per ringraziarmi della soddisfazione che gli avevo dato con la nostra vittoria a Scafati, una città di 50.000 abitanti. È una scelta difficile ma nella vita i matrimoni devono essere sempre condivisi. Le motivazioni e i percorsi saranno oggetto di una riflessione più profonda che oggi non mi sento di fare”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato salernitano Pino Bicchielli. “Le dimissioni di Pasquale Aliberti dalla carica di presidente provinciale di Forza Italia meritano grande attenzione e non possono essere archiviate come una vicenda personale o organizzativa. Conosco Pasquale Aliberti da molti anni e ne conosco il valore umano, amministrativo e politico. È una risorsa preziosa non soltanto per Forza Italia in provincia di Salerno, ma per l’intero partito regionale e nazionale. È il sindaco del comune più popoloso amministrato da Forza Italia in Campania e rappresenta un patrimonio di consenso, esperienza e capacità amministrativa che nessuno può permettersi di disperdere – ha detto il deputato salernitano - Proprio per questo credo che il suo disagio, così come quello manifestato da tanti amministratori, dirigenti e militanti della nostra provincia e della nostra regione, debba essere ascoltato con rispetto e senza pregiudizi. Quando personalità di questo livello decidono di compiere un gesto tanto significativo, la politica ha il dovere di interrogarsi sulle ragioni profonde che lo hanno determinato, non di limitarsi a prenderne atto”.

Per Bicchielli “chi vuole davvero bene a Forza Italia non può accontentarsi di registrare le divisioni. Deve comprenderne le cause e lavorare per superarle. La forza di un grande partito non si misura dalla capacità di isolare il dissenso, ma dalla capacità di trasformarlo in confronto e il confronto in una nuova sintesi politica – ha aggiunto - Per questo mi rivolgo anzitutto al segretario provinciale, affinché si apra finalmente una fase nuova, caratterizzata dall’ascolto, dal coinvolgimento e dalla partecipazione. Parlo anche per esperienza personale. Pur facendo parte della segreteria provinciale del partito, non ho ancora avuto l’opportunità di partecipare a una sua riunione. E lo stesso Pasquale Aliberti mi ha più volte confidato di non aver mai preso parte ai lavori dell’organismo che pure era chiamato a rappresentare come presidente provinciale. È una circostanza che dovrebbe indurre tutti a una riflessione, perché un partito vive attraverso i suoi organismi, il confronto delle idee e la condivisione delle scelte. Se questi luoghi vengono meno, inevitabilmente cresce la distanza tra il gruppo dirigente e la comunità politica”.