Botticella: "Lazzaro al 94', goduria infinita al San Paolo"

L'ex granata: "Quando la curva mi mangiò con gli occhi dopo l'errore contro il Verona..."

Salerno.  

Il 27 gennaio, da 15 anni a questa parte, non è più una data come tutte quante le altre per i tifosi granata. Nel 2002, al San Paolo, un gol di Lazzaro in zona Cesarini permise alla Salernitana di conquistare un punto pesantissimo in un derby particolarmente sentito e carico di tensione. In avanti, per l'ultima azione della gara, c'era anche Domenico Botticella nell'inedita veste di attaccante aggiunto, lui che poco prima aveva compiuto un grandissimo intervento su Sesa prima di arrendersi all'imprendibile colpo di testa di Villa. La redazione di Granatissimi.Ottopagine lo ha intervistaro telefonicamente rivivendo le emozioni di quel pomeriggio:

15 anni fa l'1-1 del San Paolo, oggi tanti tifosi hanno ricordato quella partita...

"Sono passati tantissimi anni, ma l'emozione è sempre la stessa. Ricordo quel pomeriggio come fosse oggi: sugli spalti c'erano 70mila spettatori, durante la settimana i nostri tifosi ci avevano caricato chiedendoci di giocare con il cuore, Zeman aveva un pizzico di rancore per l'esonero dell'anno precedente e voleva fare risultato a tutti i costi, il Napoli doveva vincere per alimentare le speranze promozione. Perdevamo 1-0, sembrava tutto finito, poi arrivò la zampata di Lazzaro al 94' in pieno recupero: una goduria infinita, una gioia che non si può raccontare a parole. Il boato dei salernitani fu assordante, una soddisfazione enorme per tutti quanti noi".

Tra i pali del Napoli c'era il compianto Francesco Mancini, tuo ex collega e grande amico...

"Fu un'emozione particolare. Ne avevo sempre ammirato le gesta dagli spalti, improvvisamente me lo ritrovavo da avversario. Professionista esemplare e uomo di grande valore, giocò entrambe le partite e si confermò un portiere molto valido. Mi manca molto, la sua perdita rappresenta una ferita nel cuore di tutti quanti noi: lo ricorderemo sempre con immenso affetto".

Tornando all'attualità, come giudichi la scelta della Salernitana di sostituire il numero uno all'inizio del girone d'andata?

"Ora che svolgo un altro mestiere riesco a capire maggiormente alcune dinamiche, per un mister è sempre difficile fare delle scelte, soprattutto in un ruolo particolare come questo. Il calciatore dev'essere bravo a vivere il passaggio dal campo alla panchina con la giusta carica emotiva, lavorando ancora con maggiore entusiasmo per provare a riconquistare il posto in un clima di sana competizione. Del resto sono professionisti, sono pagati per essere a disposizione e devono onorare la maglia che indossano"

Del resto anche tu, a Salerno, spesso passavi repentinamente dal campo alla panchina, talvolta anche nei tuoi momenti migliori...

"I ricordi di Salerno sono tutti belli, ma effettivamente qualcosa mi ha ferito durante il mio percorso. Certo, ho commesso degli errori, ma nel 2004 si verificò una cosa che mi ha fatto male soprattutto come uomo. Avevamo disputato un buon campionato con Pioli ed ero stato protagonista in positivo della stagione, al punto che alcuni club di massima serie mi proposero un contratto. Aliberti mi chiese di restare perchè puntava su di me, accettai di buon grado, ma nella sfida d'esordio il mister scelse Brunner. Ci rimasi malissimo, non me lo aspettavo: la mia carriera era ad un bivio, non fui trattato come meritavo. Tornai ad essere titolare qualche settimana dopo, in concomitanza con le cinque vittorie consecutive"

Quanto è importante il fattore Arechi per un calciatore?

"Molto, soprattutto in alcune piazze come Salerno. E' vero, soprattutto per un portiere le pressioni non sono sempre facilmente gestibili, ma l'Arechi è davvero il dodicesimo uomo in campo. L'esempio più calzante riguarda la partita contro il Cagliari. Perdevamo 2-0, la riaprimmo in extremis e nel secondo tempo la curva Sud fu devastante, sentivamo una spinta impressionante alle spalle che ci permise di ribaltare il risultato e di vincere. Porto nel cuore tutta la gente di Salerno, spero che tornino a calcare palcoscenici ancora più prestigiosi"

Domenica c'è Verona-Salernitana. Nel 2002 commettesti il tuo primo errore da portiere della Salernitana, proprio contro gli scaligeri...

"Parlo spesso di quell'episodio, una di quelle situazioni dalle quali o esci rinforzato o non ti riprendi più. Era un periodo in cui girava tutto storto: allenatore in bilico, società in difficoltà, piena zona retrocessione. Quando subii quel gol sotto la curva, con la palla che praticamente mi rimbalzò in testa, guardai la Sud e vidi nello sguardo dei tifosi tanta rabbia nei miei confronti. Non li ho giudicati male, anzi cercai di comprenderli: la loro amarezza era la mia, ma per chi ama quei colori era davvero un momento terribile sportivamente parlando"

Gaetano Ferraiuolo