E' un Marco Mezzaroma piuttosto seccato quello che, intercettato dalla redazione di Granatissimi.Ottopagine, ha parlato di presente, ma anche di futuro. La sua visione del calcio, sempre molto intelligente, equilibrata ed obiettiva, viene spesso scambiata da parte dei tifosi come una volontà di non far chiarezza rispetto ai reali obiettivi della società. In realtà, memore anche di quanto accaduto a Salerno negli anni passati, la proprietà fa bene a mantenere un profilo basso senza promettere nulla e dimostrando con i fatti il proprio valore pur commettendo qualche errore nel percorso. Ecco le dichiarazioni del patron:
Presidente, la gara col Venezia è la fotografia del campionato della Salernitana: a tratti bellissimi, ma in 10 minuti si poteva compromettere tutto...
"La classifica tutto sommato rispecchia i valori espressi fino a questo momento, forse avremmo meritato qualche punto in più per quanto espresso nel girone d'andata. E' stato un primo tempo molto positivo nel quale siamo riusciti a segnare tre gol contro una delle migliori difese del campionato, nella ripresa la rete subita a freddo ha pesato anche sull'aspetto psicologico: vorrei ricordare a tutti che la Salernitana gioca con tanti giovani e che ci può stare un contraccolpo psicologico. Piano piano vedrete che acquisiremo maggiore consapevolezza dei nostri mezzi. Ripartire dalla festa sotto la curva? Il termine "ripartire" non lo trovo appropriato, non c'erano stati stop particolari. I passi falsi fanno parte di un torneo così lungo e difficile".
Finalmente un grande Antonio Zito....
"Sono d'accordo, ma anche in questo caso invito tutti ad essere prudenti. I calciatori devono dimostrare di poter fare la differenza per tutto l'arco del campionato e non in una singola partita. Nessuno è fenomeno per un'ottima performance nè è scarso se incappa in un pomeriggio negativo. Ci sono altre 20 partite, tutti dovranno dare il massimo per la maglia granata"
Lei che vive il calcio con sentimenti autentici, è deluso da Bernardini?
"Non sono un romantico, ho semplicemente delle idee che, mi rendo conto, possono sembrare utopistiche. Ormai è chiaro che la gratitudine non fa parte di questo mondo e non mi stupisco più di nulla. Non so se resterà fino a giugno o sarà ceduto prima, il mercato è aperto e tutto può succedere. Di certo c'è che ha un contratto con la Salernitana e deve onorarlo con le sue prestazioni: lo deve alla piazza e alla tifoseria, non ai presidenti"
Dispiaciuto per i fischi a Bocalon o l'attaccante rientra tra i giocatori che vi hanno deluso?
"Sono contrario a questo atteggiamento, Riccardo è un ragazzo molto serio e che quotidianamente dà il 110% per la maglia granata. Evidentemente quanto accaduto con Coda non ha insegnato assolutamente nulla. C'è sempre negatività nei confronti dei calciatori della Salernitana, da questo punto di vista prendo atto che non c'è unità d'intenti. Se si fa qualcosa di buono è un atto dovuto, se si sbaglia c'è il tiro al massacro. E questo calcio è totalmente diverso da quello che piace a me"
C'è il rischio che si possa disamorare anche Mezzaroma?
"Ho una certa età e non mi faccio certo condizionare da 4 stupidi che scrivono cose assurde sui social, non contano assolutamente nulla. Dispiace, ma prendo atto e vado avanti, consapevole che la memoria corta appartiene a tutte le tifoserie italiane. Fa parte del gioco, lo accetto. Certo, ci vorrebbe un'autocritica a tutti i livelli: cresceremo nel giorno in cui anche un singolo tifoso si chiederà cosa ha sbagliato e dove poteva fare meglio. Ma anche in questo caso è utopia. Mi rendo conto che il calcio, per qualcuno, è una sorta di sfogatoio"
Cosa risponde a chi pensa che, con realtà così forti quest'anno in B, state pensando di allestire una grande squadra per il centenario?
"Personalmente ritengo che ogni anno la società abbia cercato di costruire delle rose competitive, poi qualche errore può essere commesso. Se qualcuno si aspetta che mando allo sfascio tutto quello che abbiamo costruito si sbaglia di grosso. La mia politica è sempre quella di mantenere un certo equilibrio, il che significa salvaguardare anche l'aspetto finanziario in un momento di crisi economica. Sono ambizioso, ma allo stesso tempo non mi va di ripercorrere le orme di Modena e Vicenza. Forse la gente non si rende conto della società nella quale viviamo, a me non sembra che non siano stati fatti investimenti importanti anche quest'anno. Ripeto, c'è memoria corta: non mi indigno per questo, anzi è giusto che i tifosi possano sognare. Io devo mantenere i piedi per terra per il bene della Salernitana"
Come mai ogni anno i primi ad andar via sono i calciatori acquistati in estate?
"Indubbiamente il cambio di guida tecnica ha inciso, ogni allenatore ha le sue idee di gioco e ci muoviamo di conseguenza. Su Colantuono abbiamo fatto un investimento perchè riteniamo possa essere il mister giusto per proseguire il nostro percorso di crescita. La rosa è molto ampia e bisogna sfoltire, poi è chiaro che non ci tireremo indietro qualora sarà necessario intervenire ulteriormente in entrata. Ritengo che la Salernitana sia, allo stato attuale, una buona squadra"
Come si spiega questa fuga dall'Arechi? Forse incide l'assenza di iniziative...
"Non me la spiego e non mi pongo il problema. C'è uno zoccolo duro che non finirò mai di ringraziare, poi c'è un gruppo di persone che, con tutto il rispetto, forse è abituato troppo bene e preferisce non venire allo stadio. Ognuno è libero di fare quello che vuole, se ritengono che lo stadio debba essere vuoto lo facciano: un Arechi pieno farebbe il bene della Salernitana, non di Lotito e Mezzaroma. Quanto alle iniziative, negli anni ne abbiamo proposte tantissime e non mi sembra abbiano riscosso successo"
C'è il solito discorso sulla multiproprietà. Ormai basta un pareggio interno o una sconfitta per ascoltare il solito tormentone del "perdono per non andare in A"...
"Francamente sono stanco di ascoltare questi discorsi, non c'è bisogno di trovare scuse per giustificare l'assenza dagli spalti. Se non ci credono, stiano a casa. Lo dico per l'ultima volta: io imprenditore so bene quanto il mio investimento possa fruttare qualora riesca a portare la mia società nella massima categoria del calcio italiano. Basta questo per farvi capire quali siano i nostri obiettivi e le nostre aspirazioni, poi è chiaro che non tutto si ottiene dalla sera alla mattina e c'è bisogno di tanti fattori concomitanti"
E se la regola non dovesse cambiare?
"Ci stiamo ponendo un problema prematuramente. Se andiamo in A o la vendo o me la tengo, diversamente non si può fare. Non so se le regole cambieranno, sinceramente non credo sia una questione risolvibile: c'è un caos generale che regna sovrano nel calcio italiano, tante cose andrebbero cambiate"
Cosa si sente di dire a quella frangia di tifosi più critica?
"Nulla. Non frequento più i social, delle chiacchiere di chi destabilizza non mi interessa nulla e mi limito a ringraziare quei tifosi che ci sostengono sempre. Se poi vogliono che andiamo via, basta dirlo: trovino un imprenditore salernitano con 20 milioni di euro a disposizione e ce lo presentino, siamo disponibilissimi a sederci attorno ad un tavolo per discutere. So soltanto che ora siamo a -2 dai play off e siamo reduci da una bella vittoria, non capisco da dove derivino tutti questi malumori. L'obiettivo è fare sempre meglio della stagione precedente"
La vostra delusione può nascere da qualche promessa fatta nel 2011 e non mantenuta dall'amministrazione comunale?
"Non mi piace parlare di questo, non è un aspetto sul quale mi va di soffermarmi"
Felice di aver chiuso il bilancio in attivo e di aver realizzato diverse plusvalenze?
"Sicuramente fa piacere, è tempo che le società di calcio possano portare avanti la politica dell'autofinanziamento. Non ha senso ogni anno spendere milioni e milioni di euro e ricoprire sempre le perdite. E' necessario produrre ricavi e garantire al club e alla tifoseria una gestione delle risorse economiche oculata".
In relazione allo stipendio percepito, Rosina ha reso poco. E' favorevole ai contratti a rendimento?
"Ci sono tante cose che nel calcio andrebbero cambiate, l'ho detto prima. Siamo una società che, guardando il monte ingaggi, di soldi ne spende e ne ha spesi, anche per calciatori che non hanno reso in base alle aspettative come Alessandro. Speriamo che le cose possano andare diversamente nelle prossime settimane. Cessione? Il mercato è aperto, vedremo cosa accadrà. Metterlo fuori lista? A che servirebbe, comunque il campo lo sta vedendo poco".
