Olivi: non conta il modulo ma l’organico,il mercato condiziona

L’ex difensore della Salernitana parla del momento granata e della prossima sfida

Salerno.  

Nel prossimo turno la Salernitana sarà impegnata nel Monday night della Serie B a Terni. La squadra di Pochesci non è da sottovalutare, in più al “Liberati” i granata hanno una tradizione tutt’altro che positiva (esempio il 4-0 di due stagioni fa). Ma le statistiche sono fatte per essere sovvertite, ed in quest’ottica Il Mattino ha voluto raccogliere le impressioni di uno che a Terni con la maglia granata ha già fatto bottino pieno: l’ex difensore della Salernitana di Pioli, Samuele Olivi. Questa la sua intervista:

«Disputammo davvero una bella gara, grazie al lavoro meticoloso di mister Pioli dal punto di vista tattico e ovviamente grazie anche alla doppietta di Sandrino Tulli. Ricordo che dopo la partita andammo a mangiare tutti insieme per festeggiare una vittoria che in quel momento fu realmente importante».

Dopo quattordici anni è lecito potersi finalmente aspettare un ritorno alla vittoria da parte della Salernitana?

«Secondo me ha tutte le carte in regola per farlo, hai giocatori e la qualità per vincere nel posticipo di lunedì. Naturalmente questo non significa che non ci saranno delle difficoltà, mi auguro però che possa dare seguito all’ultimo successo».

La classifica poco tranquilla della Ternana può favorire la Salernitana o può addirittura diventare un’arma ad oppio taglio?

«In passato ho vissuto tante volte queste situazioni, dipende tutto dalla testa del calciatore. Questo è l’aspetto che fa la differenza. Molto importante sarà partire subito forte e far valere il miglior momento».

Ad oggi ancora non si sa quale sarà il destino di Alessandro Bernardini, in questi casi il diretto interessato come fa a non lasciarsi condizionare da tutto quello che accade all’esterno del campo?

«È inutile negarlo, è un aspetto che può condizionare qualsiasi calciatore. Soprattutto nel calcio di oggi, dove non vengono più sottoscritti contratti quinquennali, dunque anche un semplice infortunio ti può mettere all’improvviso fuori dai giochi e non solo all’interno della tua squadra. Nello specifico non so sinceramente cosa sia accaduto, so però che Bernardini è un calciatore importante per la Salernitana».

Restiamo sul discorso difesa: tra l’assetto tattico a tre e quello a quattro una squadra può davvero perdere delle certezze?

«Ritengo che la risposta sia molto semplice, i moduli contano poco. Per me contano gli interpreti, dipende dalla qualità che metti in campo e quindi dagli uomini. Personalmente apprezzo molto Colantuono e da questo punto di vista è uno che lavora molto con la squadra per cercare di crescere sempre di più, spero vivamente di poter venire in futuro a Salerno per assistere da vicino a un suo allenamento».

Proviamo a fare un paragone: la sua Salernitana non riuscì mai a fare il definitivo salto di qualità in campionato, c’è il rischio che anche quest’anno possa accadere esattamente la stessa cosa?

«Spero proprio di no. Al di là del blasone e della tifoseria, tutti sanno cosa penso, è il valore dell’organico che deve far pensare a un campionato di spessore. Secondo me, infatti, i playoff sono un obiettivo raggiungibile, la Salernitana deve solo riuscire a trovare quell’equilibrio che alla fine sarà decisivo».

Spezia, Parma, Bari o Cittadella, su chi bisogna fare la corsa?

«Non guarderei tanto alle altre, la Salernitana deve pensare esclusivamente a se stessa. Ora come ora bisogna solo pensare a fare più punti possibili, poi tra qualche mese si potrà fare un ragionamento più specifico».

 

Redazione sport