Salernitana, Pagni: "Liverani è un play in panchina, darà identità ai granata"

Il dirigente lo conosce dai tempi di Terni: "Bisogna alzare il target: osare e giocare per vincere"

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Salerno.  

Nel 2017 a Terni scrissero insieme una bellissima pagina di sport. Danilo Pagni e Fabio Liverani furono gli artefici di un'incredibile salvezza conquistata dai rossoverdi nel campionato di serie B. Ad Ottochannel, nel corso della trasmissione Granatissimi, è intervenuto il dirigente calabrese per presentare il neo allenatore della Salernitana.

"Soltanto il campo potrà dire se è l'uomo giusto, non sono un mago, non ho la sfera di cristallo per dirlo. Una cosa è certa, che Fabio Liverani è una persona preparata, furba, sveglia, scaltra. E poi è un ex giocatore di serie A. Quindi si adatterà subito all'ambiente Salernitana. Sono sicuro che dal punto di vista empatico ci sarà un ottimo impatto, poi è ovvio che la salvezza è un'impresa e nessuno lo può sapere. Lui è un allenatore propenso alla ricerca del gioco, non fa catenaccio ma non è un garibaldino. Ha fatto benissimo a Lecce e Terni, viene da qualche annata negativa ma quanti allenatori ci sono che vivono questa condizione. Sarri ha avuto 8 esoneri ma è un grande maestro, un grande allenatore. La storia di ognuno è soggettiva e va contestualizzata. Liverani non è un allenatore che pur di far vedere che è bravo inizia il gioco dal portiere. Molti allenatori scimmiottano questo tipo di calcio per far vedere che sono bravi ma non serve a niente. Lui è uno che da allenatore è come quando giocava. È un play, è uno che cerca sempre di far mettere i giocatori in zona luce, palleggio, fraseggio ma anche con le dovute cautele. Oggi la Salernitana ha bisogno di sostanza, punti. E se non giochi, come pensi di vincere. Siamo in serie A, bisogna alzare il target. Da questo punto di vista io sono quasi sicuro che Fabio apporterà questo ma senza demonizzare. C'è molto accanimento nei confronti dei predecessori, non è giusto dare la colpa soltanto a loro. L'obiettivo è la salvezza, bisogna essere pratici ma osare. Come osi, come vinci? Se rischi, altrimenti non vinci. In serie A puoi avere un atteggiamento difensivo per 90 minuti e prendi gol in un'unica occasione. Bisogna osare e giocare. Sono sicuro che lui farà questo".

Pagni, dunque, è pronto a scommettere sul tecnico romano. "Fabio Liverani è voluto venire, ha fatto un accordo che se la gioca alla grande. Poi le società forti devono fare tesoro e programmare, perché 5 allenatori in 3 anni sono troppi. E 17 con Lotito. Alla fine l'unico allenatore che ha retto a Salerno è Perrone durante la gestione Pagni".

Sulle idee di Liverani: "Lui gioca spesso a quattro, con me fece subito una grande mossa passando dal 4-3-3 al 4-4-2 a rombo con vertice alto Falletti e vertice basso Ledesma. Noi da marzo a fine stagione eravamo primi per numero di punti conquistati".

La speranza è di ripetere quel rendimento. "Mancano 13 partite, il palcoscenico è di grandissimo livello. È nell'interesse anche dei giocatori che si devono dare una svegliata. Fabio è stato capitano in squadre di serie A, ha fatto gavetta. È uno che ha fatto tanti vaccini, non troverà difficoltà. Poi dovrà essere brava la società a farlo inserire bene. Devi inanellare vittorie, purtroppo il calcio è spietato ma è così. A livello globale, sinceramente, non vedo personalità nella Salernitana. A volte vedo calciatori che staccano completamente la spina. Sicuramente l'allenatore deve trasmetterla. Ma Inzaghi, ad esempio, è stato un grande campione da giocatore, non penso che sia uno che non trasmette entusiasmo o carisma. In ogni caso al suo posto non avrei fatto questo sfogo, sarei stato molto più sibillino e sintetico. È chiaro che lui sia risentito di questa situazione. Ma gli è stata data un'opportunità e, secondo me, devi essere sempre grato. Una cosa è certa: a livello mediatico è sempre stato messo in discussione".