Vicenza Avellino, striscione e Daspo. Tifoso torna allo stadio

Così ha disposto il Tar di Venezia. Un biancoverde può festeggiare il ritorno al campo

Adesso, il tifoso difeso dall'avvocato Giovanni Colacurcio, ha visto accettare da parte del Tar di Venezia la richiesta di sospensiva realizzata dal proprio legale.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

E' finito l'incubo Daspo per uno dei sette tifosi biancoverdi colpito dal divieto di avvicinamento alle manifestazioni sportive dopo la partita Vicenza-Avellino del 20 febbraio 2016.

In quell'occasione i tifosi dell'Avellino, tutti di età compresa fra i ventidue e i trentotto anni, avevano srotolato uno striscione con la scritta “Figli di una madre cagna” dopo il triplice fischio.

Di fatto la miccia del parapiglia che si era scatenato all'uscita dallo stadio Menti. Quando i tifosi del Vicenza avevano cercato di raggiungere il settore ospite prima che le forze dell'ordine li intercettassero. Evitando guai peggiori.

Adesso, il tifoso difeso dall'avvocato Giovanni Colacurcio, ha visto accettare da parte del Tar di Venezia la richiesta di sospensiva realizzata dal proprio legale.

L'uomo può quindi tornare allo stadio in attesa dell'udienza di merito che si terrà ad aprile. Lì il Tar darà il suo giudizio definitivo.

Ovviamente, i casi precedenti, sono tutti beneauguranti. Scongiuri dovuti permettendo. La certezza è che il tifoso probabilmente sarà già al suo posto al seguito dell'Avellino a partire dal prossimo incontro di Cesena.