di Andrea Fantucchio
Otto comuni irpini uniti per la cultura (Avellino, Ariano Irpino, Atripalda, Calitri, Chiusano San Domenico, Mercogliano, Montoro e Summonte). Tanti ospiti stranieri. Fra i quali spiccano il regista iraniano Amir Naderi e quello portoghese Miguel Gómes premiati rispettivamente con “Il premio Camillo Marino alla Carriera 2016” e “Il Premio Giacomo D'Onofrio”. (Clicca sulla foto di copertina per guardare il servizio di Ottochannel realizzato dal collega Angelo Giuliani)
Una versione invernale del Laceno d’Oro, dal 1 al 13 dicembre, che non rinuncia al suo dna internazionale, e che grazie ai suoi organizzatori e al loro sforzo straordinario riesce a fare da collante fra otto realtà irpine. Pur dovendosi confrontare sempre con l’annoso problema del cinema Eliseo ancora chiuso.
Bisognerà aspettare, a detta del nuovo assessore alla cultura, Bruno Gambardella, almeno fino al 2017 per vedere l’ex Gil riaprire i battenti. Ma l’organizzatore storico del festival, Tonino Spagnuolo, invita a guardare oltre le polemiche. Lo incontriamo sulle scale del comune.
Aspettando l’arrivo del sindaco Foti che si è recato in Prefettura per discutere con l’organo di governo della vertenza dei parcheggiatori.
“Il tema portante di questo Laceno d'Oro – esordisce Spagnuolo - sarà quello dei diritti civili. Ci saranno tante proiezioni dai contenuti che faranno riflettere. Dopo due anni di edizioni estive il Laceno D'Oro torna al suo format originale: quello invernale. I turisti saranno sicuramente di meno rispetto al periodo estivo, ma puntiamo sui contenuti».
«Il Comune è fiero – dice l'assessore alla cultura Gambardella, ai microfoni di Ottochannel – di essere partner di un progetto così di qualità. E' un onore affiancare l'associazione Laceno D'Oro in questo progetto. Per l'Eliseo il 2017 dovrebbe rappresentare l'anno del passaggio definitivo al comune».
Un programma, quello del Laceno d'Oro, che quest'anno offrirà tredici giorni di programmazione, con quaranta proiezioni, ventuno incontri con autori, attori e sceneggiatori. Dislocandosi su diciassette location differenti ed offrendo anche quattro mostre, sei eventi fra concerti e performance audio video, e una masterclass oltre ai workshop dedicati.
Un progett,o il Laceno D'Oro, che spesso, nonostante le ristrettezze economiche, è riuscito a regalare spettacoli davvero di qualità alla città di Avellino. Mentre altrettanto spesso è mancato il supporto delle istituzioni almeno nel restituire al Festival il suo teatro originario: proprio quell'Eliseo così caro al compianto Camillo Marino. Speriamo il 2017 sia davvero l'anno scorso
