Mancini, genitori all'attacco: perché nessuno controllava?

La risposta a Gambacorta che invitava tutti a calmarsi e si diceva irremovibile sui trasferimenti

Oltre quattrocento genitori degli alunni dello scientifico di via Scandone rispondono idealmente alla Provincia e specificamente al Presidente, Domenico Gambacorta

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Oltre quattrocento genitori degli alunni dello scientifico di via Scandone rispondono idealmente alla Provincia e specificamente al Presidente, Domenico Gambacorta, che ad Ottopagine e Ottochannel aveva dichiarato di essere irremovibile sulla decisione dei trasferimenti scolastici.

Aggiungendo che i genitori dello scientifico, col proprio comportamento, rischiavano di commettere addirittura un reato: quello del procurato allarme.

Loro i genitori non ci stanno. Contattano Ottopagine per esporre la propria posizione. Ribadiscono di aver esclusivamente richiesto che sia rispettato un diritto sacrosanto: quello di conoscere lo stato delle strutture nella quale studieranno i loro figli.

E quindi l’edificio centrale del Mancini a via De Concilii. I genitori, dopo aver ripercorso i fatti di queste settimane, chiedono alla Provincia dove andranno i loro figli se i controlli proveranno l’inagibilità della sede centrale del Mancini?

I genitori si domandano perché questi controlli non siano mai stati realizzati prima, nonostante le loro numerose sollecitazioni.

Posizione ribadita anche nell’ultima riunione che Ottopagine vi ha raccontato e che è sfociata nella richiesta della preside del Mancini, Nicolina Silvana Agnes, di sospendere l’ordinanza di trasferimento. Richiesta rigettata. Ecco ora la nota integrale dei genitori del Mancini.

“Sono ormai trascorsi dodici giorni da quando la Provincia di Avellino con l’ordinanza n. 68330 ha disposto, con decorrenza 21 novembre, il trasferimento “a cascata” di quattro scuole superiori della città.

Al Liceo “De Luca” è stato assegnato il plesso di Via Scandone, succursale del Liceo “Mancini”, al quale è stato assegnato il plesso dell’“Amabile” di Via De Conciliis, che viene trasferito a via Morelli e Silvati occupando parte dell’IPIA “Amatucci” trasferito a sua volta presso la sede di Via Ferrante.

I genitori degli studenti della succursale dello scientifico Mancini con spirito di solidarietà e collaborazione si sono sin da subito dichiarati disponibili all’eventuale trasferimento.

Pur tuttavia, in considerazione del fatto che i loro ragazzi avrebbero dovuto lasciare una struttura costruita recentemente, assoggettata ad una delle ultime normative antisismiche, in favore di una struttura molto più datata, hanno ritenuto legittimo di richiedere alle Amministrazioni coinvolte, ciascuna per le proprie competenze, la documentazione relativa alla sicurezza degli edifici scolastici interessati dallo spostamento.  Non solo nell’interesse dei propri figli ma anche nell’interesse degli alunni che già frequentavano quelle sedi ed in considerazione del fatto che alcuni genitori di questi ragazzi, in precedenza, avevano a loro volta ed in più occasioni inoltrato istanza di accesso agli atti sulla sicurezza, senza aver però ottenuto alcun riscontro.

Purtroppo tale documentazione non è stata finora fornita. Tutto ciò, nonostante in data 24 novembre anche il Prefetto di Avellino – con nota prot. 27440/10-2//Gab – sia intervenuto sulla questione in considerazione del rilevante interesse pubblico, affinché venisse assicurata la sicurezza delle scuole, a garanzia del regolare esercizio del diritto allo studio.

L’assenza di rapido riscontro su una così banale richiesta di accesso agli atti unita a precedenti informazioni di stampa hanno creato nei genitori del Mancini una sempre maggiore preoccupazione.

Una brutta pagina della storia del Liceo Scientifico Mancini è stata così scritta allorquando, nel mentre i genitori rivendicavano e rivendicano tutt'ora una garanzia di sicurezza per gli alunni del Liceo cercando di ottenere risposte e riscontri documentali, i referenti istituzionali rimanevano arroccati nelle loro posizioni e poco disponibili al dialogo ed alla collaborazione, anche nel valutare proposte di soluzioni alternative, come quella di traferire tutto il Mancini nella più recente sede di Via Scandone.

Tale sede con i suoi ampi spazi ed il nuovo padiglione da poter attivare, avrebbe potuto consentire alla scuola di proiettarsi nel futuro in un’ottica di espansione e sviluppo del liceo scientifico stesso.   

A questo punto della vicenda una riflessione va fatta.

I genitori del Mancini - sede succursale di via Scandone – hanno fatto appello a tutti gli organi competenti affinché si agisse nel rispetto della sicurezza di tutti gli alunni dei vari istituti coinvolti e non soltanto dei loro figli. Si sono limitati a chiedere delle garanzie ed a poter visionare i documenti che potessero tranquillizzarli sul fatto che la scuola destinata ad accogliere gli alunni offrisse i medesimi standard di sicurezza di quello che erano costretti a lasciare.

Ad oggi nessuna risposta è stata loro fornita, né si teme possano ottenerla visto che solo oggi, la Provincia con determinazione n. 2309 del 28 u.s. ha affidato all’ingegnere Luigi Petti un incarico di verifica della vulnerabilità sismica e calcolo della vita residua dell’immobile sito in Avellino a via De Conciliis, utilizzato finora in parte dal liceo Mancini in parte all’istituto Amabile.

Questo comprova che tali verifiche non erano state fatte in precedenza come stabilito dalle norme vigenti, e che i trasferimenti sono stati disposti senza avere il polso della situazione circa la sicurezza degli edifici coinvolti, ma anche che la stessa Provincia è consapevole che l’edificio in questione non può essere considerato utilizzabile in prospettiva di lungo termine se essa stessa richiede di valutarne la “vita residua”. Ciò vuol dire che il Liceo Scientifico “Pasquale Stanislao Mancini” sarà destinato a estinguersi nelle “pietre” di via De Concilii.

In questa “brutta” vicenda (muri abbattuti per creare “nuove” aule, laboratori scolastici scomparsi), per far “entrare” - come polli da allevamento - 1.300 persone, di cui 1.100 studenti, per la stragrande maggioranza minorenni, una nota positiva – meritevole di menzione – in tutta questa complicata vicenda riguarda il comportamento dei ragazzi che hanno manifestato pacificamente un solo giorno – il 21 novembre –, esprimendo solidarietà anche per i loro colleghi del De Luca, per poi rientrare in classe e fare regolarmente lezione tutti i giorni. Non sono stati “usati” o “strumentalizzati” dai genitori che si sono fatti direttamente carico della questione, e loro hanno mostrato correttezza, senso del dovere e rispetto delle Istituzioni, come è giusto che sia!

A questo punto i genitori si domandano, se la sede di Via De Concilii non dovesse superare i controlli ai quali verrà sottoposta, dove andranno a scuola i ragazzi?

Di chi saranno le responsabilità?

Verrà loro garantito il diritto allo studio?”