Teatro, Foti: non lo gestivo io. Spuntano nuove irregolarità

«Tutto segnalato alla Corte dei Conti». Preziosi: «La perizia non basta. C'è altro che non quadra»

Preziosi: «Nella relazione in questione sono emerse diverse spese non autorizzate»

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Dopo le parole dure di ieri di Luca Cipriano che spostava le responsabilità del caso legato alla gestione del teatro Gesualdo tutte in capo al Comune, oggi è arrivata la risposta dell'ente di Palazzo di Città attraverso il sindaco Paolo Foti. E con le delucidazioni del consigliere d'opposizione Preziosi che annuncia nuove irregolarità emerse dalla relazione di Terraciano. Documento che è pronto a essere integrato.

«La situazione del teatro – ha esordito Foti al termine della conferenza dei capigruppo destinata proprio alla gestione del Gesualdo - è delicata e preoccupante. Non è sufficiente l’incontro di oggi. E avremo necessità il 15 di riunirci nuovamente. Siamo alla vigilia dell’approvazione del prossimo bilancio. Non si può chiedere al consiglio comunale di valutare l’allegato del Gesualdo senza le dovute rassicurazioni. L’amministrazione è già pronta a segnalare la questione alla Corte dei Conti. Il Segretario Generale sta procedendo in questo senso. Il bilancio previsionale e consuntivo del teatro devono essere depositati e dobbiamo capire se si possono inserire queste cifre come debiti fuori bilancio».

Sulle accuse di Cipriano lanciate al comune: «Ci mancherebbe che il governo della città non verifichi le responsabilità dei tecnici e dirigenti nominati. Ma non amministravo certo io il Gesualdo nei periodi contestati, bensì un consiglio da me nominato. Se il cda è stato disattento verificheremo. Non abbiamo intenzione di occultare nulla. Ma la caccia all’untore non mi è mai appartenuta e non mi appartiene. Saranno gli atti a evidenziare le responsabilità».

Sul futuro del teatro qualora i debiti, di poco inferiori al milione di euro, non possano considerarsi fuori bilancio: «Ho registrato la collaborazione delle opposizioni nella verifica delle colpe. Ma prima da parte di tutti c’è la necessità di garantire l’esistenza e la sopravvivenza del Carlo Gesualdo. E della sua offerta culturale. Quest’istituzione, ossia il Gesualdo, non va tutelata ad ogni costo. Sarebbe stupido e autolesionistico per il Comune e nell'interesse del servizio offerto dai cittadini. Ma la funzione svolta dal teatro, quella sì che deve essere difesa. Anche con l'utilizzo di un'altra forma giuridica. Magari quella della fondazione. Come accade a esempio al teatro Verdi di Salerno o il San Carlo di Napoli gestiti proprio in questo modo. Il Gesualdo rimane patrimonio della città e della Provincia. Un patrimonio da difendere a tutti i costi».

Preziosi assicura che la relazione stilata da Terraciano va integrata: «Saranno necessari  approfondimenti nella perizia redatta dal dottore Terraciano. Sono convinto che i debiti del teatro non possano essere considerati fuori bilancio perché si violerebbe il testo unico degli enti locali. In quanto l’attività del Gesualdo non sarebbe stata funzionale, come si prevede nella definizione di debito fuori bilancio, all’utilità e all’arricchimento dell'ente ossia il Comune. Nella relazione in questione sono emerse diverse spese non autorizzate. E la violazione di alcune norme in materia di spesa e trasparenza».

«Inoltre – continua Preziosi – mancava la figura dell'agente contabile che doveva maneggiare i soldi pubblici ed essere nominato dal comune. Nella relazione di Terraciano sono indicate figure che tenevano i soldi pubblici svolgendo impropriamente il ruolo dell'agente contabile. Un regolamento della contabilità del Gesualdo può essere redatto solo dopo aver risolto il nodo relativo alle gestioni passate. Poi il teatro potrebbe vivere anche come fondazione o concessionaria di servizi per l’attività ludica. Questi aspetti riguardano la la parte tecnica e saranno vagliati con attenzione in un secondo momento».

«Il consiglio d’amministrazione – conclude Preziosi - è l’organo deliberante costituito da tre persone nominate dal consiglio comunale. Bisogna capire il ruolo svolto dal direttore del teatro Carlo Gesualdo che potrebbe rappresentare l’anello debole di una catena. E finirebbe per accollarsi le responsabilità, magari anche a torto. Responabilità relative alla contabilità portata in modo differente rispetto a quella del Comune. Così come a mio avviso andrebbe data la possibilità di difendersi all'allora dirigente alla cultura che segnalò alcune irregolarità relative alla gestione del teatro. Prima di essere rimossa dal proprio ruolo. Vedremo se questo avverrà».