di Andrea Fantucchio
Sul Sequestro dello Stir. La posizione della Provincia: «Massima fiducia nei confronti della Magistratura. E in Irpiniambiente (società provinciale che si occupa della gestione del ciclo dei rifiuti) che sta operando nella massima trasparenza. Nel rispetto di tutte le norme ambientali. Negli ultimi due anni, la drastica riduzione dei rifiuti lavorati nello Stir, ha permesso ai dipendenti di lavorare in tranquillità. E di regolare la gestione ordinaria dei rifiuti. Non più una situazione di emergenza come accadeva negli anni passati».
Negli anni: «La Provincia dal 1° gennaio del 2010 si è fatta carico dell’intero ciclo dei rifiuti dell’Irpinia. A cominciare dall’impiantistica e dalle risorse umane provenienti dalle due società articolazioni dei consorzi Av 1 e Av 2. Articolazioni che si occupavano della gestione del servizio sul territorio. Il sistema ha retto, anche grazie al supporto finanziario dell’Ente. Nonostante la fortissima crisi economica che ha impedito a tante famiglie di pagare con regolarità la tassa sui rifiuti. E, di conseguenza, ai Comuni di saldare il costo della raccolta e dello smaltimento a Irpiniambiente»
Le cifre investite negli anni: «Col la delibera di settembre 2016 sono stati trasferiti a Irpiniambiente questi fondi. 900mila euro destinati a diversi interventi:
300mila euro per l’efficientamento e ammodernamento di macchinari e attrezzature,
500mila euro sul sito di compostaggio di Teora,
80mila euro sull’impianto di trasferenza di Flumeri,
50mila euro sull’impianto di selezione meccanica delle raccolte differenziate di Montella
532.925,75mila euro per l’adeguamento e l’ottimizzazione del ciclo produttivo dello Stir.
Inoltre si avvicina la realizzazione della quarta vasca della discarica di Savignano Irpino. Si attendono le autorizzazioni preventive di natura tecnica ed amministrativa».
Ricorderete che nei giorni scorsi c'era stato un incontro fra i sindaci della Valle del Sabato e il presidente della Provincia, Domenico Gambacorta. I primi cittadini volevano opporsi alla delibera regionale che prevedeva l'ampliamento delle funzioni dello Stir.
Il presidente della Provincia si era detto pronto ad "aprire le porte dello stabilimento. Per mostrare che fosse tutto in regola". Inoltre spingeva per accettare la decisione della Regione. A suo dire, l'ampliamento delle funzioni dello Stir, avrebbe portato un risparmio per i cittadini sulla tassa dei rifiuti. E una gestione migliore del ciclo di raccolta e stoccaggio degli stessi.
Parole che non avevano comunque convinto tutti i sindaci.
Lo Stir è stato sigillato questa mattina dagli carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico). Su disposizione della Procura di Avellino. L'accusa è di molestia olfattiva. Tre gli indagati. Fra i quali figurano il gestore dello stabilimento, l'amministratore di Irpiniambiente, il direttore tecnico della società provinciale e il responsabile dell'impianto.
Nello stabilimento sarebbero stati rinvenuti cumuli di rifiuti in quantità superiore rispetto a quanto stabilito. Ora lo Stir ha novanta giorni per mettersi in regola. Durante i quali le attività di raccolta e stoccaggio dei rifiuti continueranno.
L'indagine della Procura è partita in seguito alle segnalazioni dei comitati e dei cittadini della Valle del Sabato.
Intanto Irpiniambiente ha comunicato la propria posizione ufficiale: «I rifiuti dello stabilimento non inquinanto. Le emissioni nocive provengono dai dintorni». (Leggi la comunicazione integrale della società)
La società ha annunciato che seguirà le disposizioni della Procura. E quindi continuerà la propria attività. Novanta giorni, il termine dato dagli inquirenti per mettere in regola lo stabilimento.
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