«Vogliamo spostare lo Stir, c'è già chi vuole ospitarlo»

Il sindaco di Montefredane: «Vogliamo delocalizzare il sito. Ci sono comuni interessati» Guarda...

«Tropeano: Non basta ricorrere al Tar. Questo territorio "non si salva con l'avvocato"»

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

«Siamo in una zona abitata. Qui non possono esserci impianti che trattano rifiuti. Come sindaci vogliamo delocalizzare lo Stir. Ci sono già dei Comuni in Irpinia pronti ad ospitarlo». Parla Valentino Tropeano, sindaco di Montefredane. L’abbiamo ascoltato questa mattina. Poco distante dall'azienda Novolegno. Dove lavoratori e sindacati hanno protestato contro i 55 licenziamenti previsti dall’azienda. (Clicca sulla foto di copertina. Guarda l'intervista)

Cogliamo l’occasione per ascoltare le parole di Tropeano. Si discute di Stir. Deposito sigillato due giorni fa dalla Procura. Gli inquirenti hanno dato novanta giorni allo stabilimento per “mettersi in regola”. Pena, la chiusura definitiva dell'impianto.

Tropeano spiega: «Ci sono zone dove si possono lavorare i rifiuti in sicurezza. Non certo spazi così urbanizzati come l’area industriale di Avellino. Vogliamo cambiare realmente la situazione. E guardare al futuro. Se saranno dati i permessi regionali per l’ampliamento dello stabilimento, potremmo anche ricorrere al Tar (tribunale amministrativo regionale). Strada suggerita dai comitati e dai cittadini. Ma non si può affidare la salvezza di questo territorio a un avvocato».

Conclude il sindaco: «Dobbiamo compiere delle scelte. Decisioni orientate al futuro e allo sviluppo della Valle del Sabato. Non possiamo lavarcene le mani. Questa è la casa che i cittadini ci hanno chiesto di amministrare. Non si possono lavorare i rifiuti a due passi dalle abitazioni. Solo a Montefredane, nelle vicinanze dello Stir, abitano oltre 500 persone. Cittadini esposti agli agenti inquinanti».

I comuni scelti per ospitare lo stabilimento restano ancora top secret. L’unica certezza è, «che sono comuni irpini. Per ora si tratta di manifestazioni di interesse».

Intanto il sequestro dello Stir ha innescato diverse reazioni. Irpiniambiente, società provinciale che gestisce raccolta e stoccaggio dei rifiuti, si dice serena. Avrebbero rispettato tutte le norme di tutela ambientale. Aggiungono: “i rifiuti contenuti nello Stir non sono inquinanti”».

La Provincia si dice fiduciosa nell’operato degli inquirenti. Mentre i comitati dei cittadini invitano a eseguire controlli sulla salubrità della Valle del Sabato. E spingono per la redazione del registro tumori.

Durante l’operazione di sequestro dello Stir, i carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) di Salerno avrebbero rinvenuto cumuli di rifiuti in quantità superiore rispetto a quanto stabilito. Per ora sono stati notificati tre avvisi di garanzia. Indagati fra i quali figura il manager di Irpiniambiente Nicola Boccalone che è stato intervistato dal direttore di Ottochannel, Pierluigi Melillo.

Boccalone ha ribadito che i rifiuti contenuti nello Stir non sono pericolosi. E ha aggiunto, «Se avessimo commesso delle violazioni gravi, la Procura non ci avrebbe permesso di tenere aperto lo stabilimento per novanta giorni».