C'è sempre stata. Eppure l'allarme è scattato da poco. Ormai, il caso "meningite" caratterizza la paura di tanti in questo gelido inverno.
Tutti ne parlano, tutti hanno paura. La richiesta dei vaccini in aumento esponenziale. Ma soprattutto in aumento i pregiudizi, le bufale. Si sa, ogni problema ha un capro espiatorio. Nel caso in questione, le vittime innocenti sono ancora loro: gli immigrati. Per l'ennesima volta.
«Ma perché non se ne vanno? Non hanno il diritto di stare qui e infettarci. E' uno schifo», dice la maggior della gente.
Ma è una paura fondata? O soltanto una bufala?
Corso Vittorio Emanuele. Prima tappa: farmacia Leone. A parlare è il dottor Antonello Mazzone. «E' un po' come il caso dell'aviaria, qualche anno fa. Finirono tutti i flaconcini di amuchina gel. Ogni tanto c'è un periodo di paura generale. Incredibile. L'allarme meningite esiste soltanto a livello di stampa, per il resto tutto normale. Anzi, addirittura il numero dei morti causati è diminuito. Stiamo parlando di 1300 persone. Tutto questo è paradossale, assurdo. Certo, il problema esiste ma non ci deve essere una psicosi così elevata. Non serve a nulla. O quasi. Almeno le richieste di vaccini sono aumentate ed è un fatto positivo. E' un po' come un passaparola, una moda. C'è qualcuno che lo fa e di fila tutti gli altri. Ma vaccinarsi è un bene. Insomma, prevenire è meglio che curare. Anche perché una volta affetti da meningite, c'è ben poco da fare. Ci vuole una cura antibiotica. Ma spesso si scambia la meningite per una banale influenza e alla tragica scoperta, è troppo tardi. Inoltre, il vaccino è anche la via più economica, più accessibile poiché evita l'ospedalizzazione e l'acquisto di molte medicine. Sicuramente la fascia di età più a rischio è quella dei bambini. Semplicemente perché sono in contatto con molta più gente rispetto agli adulti. Difatti, il vaccino più richiesto è quello contro il ceppo B. Si dice che siano solo uno strumento sforna soldi della case farmaceutiche, ma non è così. E' per questo luogo comune che sta ritornando la poliomelite. Malattia che stava quasi scomparendo del tutto», conclude.
Ci spostiamo un po' più sopra, alla farmacia Sica. «Non c'è stata ne un'evoluzione ne un'involuzione della malattia. Si è soltanto iniziato a parlarne di più. Stop - incomincia il dottor Sica -. I casi dell'anno scorso sono gli stessi di quest'anno. Sono solo voci messe in giro da chissà chi. E la gente a queste voci crede. Di paura in giro ce n'è tanta. Fin troppa. Tantissima gente è venuta a informarsi sul caso. In particolare, c'è chi ha parenti o figli in Toscana (fulcro della meningite) e lì c'è veramente da preoccuparsi. Ed è lì che nascono domande del tipo: «Mio figlio sta fuori per l'università. Nella metropolitana, può contrarre la meningite?». Ma il vero problema dei vaccini è il costo. In molti si bloccano sul prezzo che sta intorno ai cento euro. Anche perché con un vaccino non si risolve la questione. Ci sono vari ceppi e in più le dosi di richiamo. E chi ha più di due fili, resta interdetto e ci ripensa. Ancora più preoccupanti sono i tempi di attesa all'Asl, prima di marzo o aprile non se ne parla - continua -. Io ho un'esperienza diretta con il caso in questione. L'anno scorso la mia vicina di casa morì proprio a causa della meningite. Da lì, scoppiò il panico generale. Chiunque l'avesse vista o sfiorata, si ritrovò terrorizzato. Questo fatto concreto fece scattare immediati provvedimenti. Tuttavia, ritengo che non c'è bisogno di preoccuparsi tanto. Bisogna solo vaccinarsi. Come ogni anno, ovvio. Almeno per i ragazzi che sono quelli più a rischio».
A continuare è la dottoressa Samantha della farmacia Medusa. «Centoquaranta euro e il terrore sparisce. Già, i prezzi alti frenano l'allarme meningite. Effettivamente, il vaccino se lo fa chi vuole, chi è realmente intenzionato. Chi ha bambini piccoli. Il resto è soltanto un'eccessiva inquietudine. Assurdo. Assurdo come questa malattia sia entrata a far parte del nostro quotidiano senza un perché, senza un valido motivo. Colpa dei mass media. Non a caso, le richieste dei vaccini sono aumentate tanto da svuotare interi depositi. Noi, infatti, stiamo ancora aspettando il vaccino per il ceppo B che abbiamo ordinato - continua -. Tra le domande più gettonate, abbiamo quella tipica sui possibili effetti collaterali. Certo, ogni vaccino ne ha. Si tratta di batteri, di virus inattivi. La nipote di una mia collega è diventata diabetica all'età di dieci anni dopo un vaccino contro l'epatite B. Ma non per questo bisogna smettere di farli. E un'altra cosa. Non c'è alcun nesso tra vaccinazioni e autismo o vaccinazioni e l'immigrazione. Sono questioni totalmente diverse. Specialmente per gli immigrati. Loro non c'entrano nulla con la meningite. Sono soltanto portatori della loro storia di vita. Storie che portano tanto dolore», afferma.
A dare un contributo è anche la dottoressa di una parafarmacia di via Tagliamento. «Io non mi occupo di questo. La mia è una parafarmacia e richieste di vaccini non me ne arrivano. Sicuramente questa di adesso è una questione mediatica e non so se dietro ci sia un giro particolare. Ogni caso di morte è ricondotto alla meningite. Collegamento che con il senno di poi diventa falso. La meningite sembra la causa di ogni problema. Ma non è così. Il ragazzo morto a causa di un aneurisma ne è un esempio. Uno dei tanti - continua -. Non restano che i vaccini. L'unica cosa in grado di salvarci prima del dovuto. Anche perché oggi con la meningite si muore. Io appena posso, quando avrò tempo libero, andrò a vaccinarmi».
A concludere è il dottore della farmacia Sabato, situata nei pressi di Piazza Kennedy. «Chi è esposto, chi ha una particolare patologia va bene. Ma il resto no. Se non ce n'è realmente bisogno, chi non ha necessità può fare a meno delle vaccinazioni. In aumento le richieste, in particolare del tetravalente che copre quattro ceppi. Anche perché gli altri vaccini coprono per un breve periodo. Dopodiché c'è il richiamo. Un aumento ingiustificato. Una psicosi ingiustificata. Certo, in Toscana c'è un pericolo reale ma per il resto non capisco. Davvero».
Allora? Cari lettori non preoccupatevi. La meningite c'è stata, c'è e ci sarà. Bisogna solo fare i dovuti accorgimenti, come sempre. Le farmacie di Avellino lo confermano. Una paura gonfiata. Eccola la risposta.
Mariagrazia Mancuso*
(Studentessa del Vivaio di Ottopagine, il corso di giornalismo multimediale organizzato da Ottopagine nell'ambito dell'iniziativa scuola lavoro)
