Lo portano i volontari a spalla in chiesa tra lacrime e dolore

Protezione Civile fino all'ultimo accanto a Pasqualino La Porta

lo portano i volontari a spalla in chiesa tra lacrime e dolore

La grande solidarietà, l'affetto della gente, la lettera dei cugini e le parole del parroco Don Costantino Pratola...

Ariano Irpino.  

di Gianni Vigoroso

Lo hanno portato a spalla in chiesa, volontari con lui fino all’ultimo, dopo averlo cercato ininterrottamente per lunghi giorni. E’ stata la scena più commovente nel giorno dell’addio a Pasqualino La Porta, l’uomo scomparso il 24 gennaio e ritrovato purtroppo cadavere in fondo ad una vallata, suicida tra gli alberi giovedì 9 febbraio scorso. Gremita fino all’inverosimile in ogni angolo, la chiesa di San Michele in contrada Turco. Un picchetto d'onore da parte dell'Aios e Gruppo Comunale di Protezione Civile fuori e dentro la chiesa ai due lati del feretro.

Celebra il rito funebre Don Costantino Pratola, insieme a Don Raffaele Iorizzo. Dolore, rabbia ma compostezza durante la liturgia. Una grande attestazione di affetto intorno ai familiari, da un lato la moglie Giuseppina con i figli Amanda e Gerardo e dall’altro i due fratelli Oto e Carmine. Per loro in modo particolare un nuovo ritorno in quella stessa chiesa dopo la recente morte del padre Armando avvenuta, pochi giorni dopo la sparizione del fratello Pasqualino. Due tragedie familiari, dolore su dolore, senza avere il tempo di capire nulla. Tra i banchi della chiesa, anche Francesco Schiavone, l’uomo che nel primo pomeriggio di giovedì ha scoperto per caso, mentre pascolava le sue caprette, insieme alla moglie il corpo senza vita di Pasquale La Porta. 

Le lacrime di Amanda, la disperazione e quella frase ripetuta più volte, fino al Cimitero: "Papà, perchè l'hai fatto."

Don Costantino Pratola durante l'omelia: “Tutti abbiamo sperato e partecipato, con la preghiera e una sofferenza dentro, con il respiro sospeso, in attesa di notizie. Per questo ringraziamo i mezzi di comunicazione, che oggi la società ci offre, perché non c’è stato solo quel senso della curiosità, ma   la speranza l’impegno affinchè si potesse giungere a un lieto fine della vicenda. Io per prima ho seguito passo passo le varie notizie. E’ finito il tempo anche della ricerca e per questo dobbiamo lodare e incoraggiare anche nella loro opera tutte quelle associazioni che si sono prodigate in questi lunghi quindici e più giorni, dall’associazione Aios, al Gruppo Comunale di Protezione Civile, unitamente ai colleghi di Flumeri, le forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e quanti altri hanno preso parte a quest’opera di ricerche, con tanto amore, sacrificio e dedizione. Ma ora questo è finito. Ora non ci resta che pregare e affidare al Signore questo nostro fratello, senza mormorare, criticare, commentare. Dobbiamo solo unirci alla preghiera ed essere vicini ai familiari, anche materialmente, come ha voluto dimostrare autonomamente attraverso  l’affetto umano e cristiano l’associazione Michele De Gruttola. Probabilmente, è una nia riflessione questa, Pasqualino ha preceduto il papà nel regno di Dio, forse, non sappiamo. Ma lì certamente, si incontrano e sono già insieme. E certamente lì in questo dialogo tra loro e Dio, tante cose che sulla terra potevano sembrare strane e brutte, nella visione di Cristo diventano belle.”

Il caso è chiuso anche per gli inquirenti, data del decesso 24 gennaio 2017 sul nulla osta firmato dal magistrato inquirente della Procura di Benevento, giorno della scomparsa di Pasqualino La Porta e dei suoi ultimi e unici avvistamenti a piedi segnalati da più persone nella zona di Cardito fino al passaggio in auto ricevuto da sua cugina Giuseppina Mancino interrottosi bruscamente lungo la statale 90 delle Puglie a ridosso di Rione San Pietro.

La lettera dei cugini, scritta da Giuseppina Solimine Mancino e Claudia Alpino: 

Non è facile in momenti come questi, esprimere un pensiero, ma dobbiamo trovare la forza per farlo. Abbiamo trascorso giorni terribili, pieni di ansia, paura, trepidazione, illusioni e speranza.

Quella speranza che però non è mai cessata fino alla mattina di quel triste giovedì scorso, quando si erano mobilitate tante forze di uomini e mezzi, per cercare il nostro caro Pasqualino a tutti i costi.

Un grazie sincero va a tutti coloro che si sono adoperati con amore, costanza, sacrifici e determinazione attraversando tante zone impervie, piene di spine, fango, canali e ostacoli. Volontari straordinari che hanno messo da parte tutto e tutti, fino alle loro famiglie e al lavoro per adoperarsi nelle ricerche insieme ai carabinieri e agli stessi familiari che si sono avventurati ogni giorno, anche loro ovunque senza conoscere neppure strade e valloni di un territorio così infinito, che Pasquale conosceva in ogni angolo.

Ci aspettavamo tutti di vederlo spuntare vivo, da un momento all’altro, in tutta la sua grandezza umana, ma così non è stato, il Gigante buono, aveva già deciso di lasciarci per sempre, mentre noi lo stavamo cercando.

Che la sua morte non resti vana.

Che possa aiutare e spingere nella vita ognuno di noi, a non correre sempre ma a fermaci di più per ascoltare il grido di aiuto, spesso anche nel silenzio o solo negli occhi, che proviene da chi soffre o è in difficoltà estreme.

Che si possa intervenire prima, anche in un’attività di ricerche, senza aspettare un solo istante, perché questa vicenda ci ha insegnato che il solo pensare non serva e non ci porta in nessuna direzione, bisogna agire come ripeteva sempre Gerardo.

Grazie Pasqualino per averci insegnato, nella tua e nostra lunga e triste attesa tutto questo.

Grazie per averci trasmesso un messaggio di unione e fratellanza anche attraverso il volontariato.

Grazie al Prefetto Carlo Sessa e al dirigente Ines Giannini per averci dato ascolto, alla Colonna Mobile della Protezione Civile, al capitano dei carabinieri Andrea Marchese, al maresciallo Angelo Famiglietti, a tutti i militari impegnati e al vice questore Maria Felicia Salerno.

Grazie all’associazione Michele De Gruttola per essere scesa in campo, con Remo Pernacchia, senza che nessuno abbia chiesto nulla, manifestando la solidarietà più vera e autentica.

Grazie a Francesco Schiavone per la scoperta e a quanto si sono adoperati quel pomeriggio in fondo alla vallata per restituirci il corpo del nostro amato Pasqualino.

Grazie ai Media per aver agito sempre con delicatezza e vicinanza al dolore tenendo accesi i riflettori.

Grazie a Federica Sciarrelli una donna eccezionale, a Paolo Fattori e Paolo Sciortino della Redazione Rai Chi l’ha visto per la grande attenzione e umanità mostrata.

Grazie a Gianni Vigoroso, senza di te sarebbe stato tutto più buio e ancora più difficile, grazie per essere stato prima di tutto un amico e poi un giornalista e per aver avuto solo tu quel pomeriggio, la forza e il coraggio di telefonare immediatamente a Giuseppina, Amanda e Gerardo e ai fratelli Oto e Carmine già in viaggio verso la Svizzera, avvertendoli della triste notizia. Noi non ce l’avremmo mai fatta in quel momento.

Grazie a Francesca Ghidini di Rai 3, a Monica De Benedetto di Telenostra, a Valentina Bruno di Canale 58, Cittadiariano, Montaguto.com, Cosmo Radio Taurasi e a tutti gli altri operatori dell’informazione, perché ognuno ha fatto la sua parte

Grazie ancora al Gruppo Aios Protezione Civile a partire da Amedeo Iacobacci, al Gruppo Comunale Ariano di Protezione Civile, alla Protezione Civile Flumerese con Francesco Giacobbe, Forze dell’Ordine, Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, Gruppo Saf e Soccorso Alpini, Gruppo di Pellezzano con Agostino Napoli, Carabinieri forestali, Polizia, Associazione Free Ariano e ai tanti gruppi di volontari giunti da ogni parte della provincia e regione.

Grazie di cuore ad Ariano in Movimento per l'attenzione mostrata nel sollecitare più volte le istituzioni preposte ad intensificare le ricerche. 

Un ringraziamento particolare va all’impresa di onoranze funebri Lo Conte per la grande umanità disponibilità mostrata a partire da Angelo e Carmelo Grasso. Grazie per il vostro gesto solidale.

Grazie alla Città di Ariano e a quanti anche da fuori hanno mostrato grande solidarietà umana.

Il 9 febbraio, giorno in cui ti abbiamo ritrovato Pasqualino, nostro amato e caro, resterà per la nostra vasta famiglia e per i tuoi tantissimi amici una data nefasta. Il meteo prevedeva pioggia battente e copiosa per tutto il giorno. Ma, chissà per quale suo strano gioco, il destino beffardo ha voluto che quel cielo plumbeo non facesse cadere una sola delle sue lacrime fino a tarda sera, quando eri al "sicuro" nel tuo ultimo viaggio verso l'ospedale. Pasqualino, sei stato una persona eccezionale, un gran lavoratore. Di te ricorderemo il tuo grande cuore, la tua sensibilità, l'amore incondizionato per la tua famiglia, il rispetto per il prossimo e per l'ambiente. Tutti ricordiamo le lunghe notti gelide che hai trascorso, a rischio della tua salute ed incolumità, al Bivio di Villanova, nella lotta di Difesa Grande, sempre al fianco di Giovanni Maraia che ora stai riabbracciando.  Freddo e gelo che ci hanno fatto stringere intorno a te, Giuseppina, Amanda, Gerardo, Oto e Carmine in un unico abbraccio.

Hai scelto un posto lontano dal caos e dai rumori  di una vita frenetica per allontanarti per sempre da tutti noi. Avrai pianto e sofferto tanto da solo, hai trascorso lunghe notti gelide in quella vallata così impervia, ma nonostante tutto, sei riuscito a mostrarci ancora intatto il tuo volto.

Ora ti chiediamo solo  di proteggere la tua famiglia e sappiamo che lo farai anche distante da questa terra, soprattutto per i tuoi figli. Che Dio accolga la tua anima al suo fianco. Riposa in pace Pasqualino caro.

I tuoi cugini, la tua Ariano

Ciao Pasqualino.

 

La lettera di Amanda:

Caro Papà

Ad oggi tu non ci sei più, hai scelto di raggiungere la nonna in un mondo migliore e pieno di pace, un mondo dove non esiste la sofferenza, un mondo pieno di luce.

Spero che tu lassù veglierai su di noi, specialmente su Gerardo, che tra tutti, lui è quello che soffre di più. Sai  nonostante fosse così arrabbiato con te, voleva perdonarti, voleva iniziare un rapporto padre e figlio, ma gli serviva tempo e purtroppo tu non glie ne hai dato.

So che non sei stato un padre perfetto, hai commesso i tuoi errori, che però stavi cercando di rimediare, ma tu sapevi che ti avevo perdonato.

Purtroppo non potremmo più aggiustare la macchina, non potrai vedermi guidare, non potremmo più andare al mare o a pesca, oppure in Svizzera dove mi volevi portare, non potremmo andare a mangiare insieme più nessun Natale e più nessuna Pasqua, non potrò più sentire le tue battute pessime, non potrai più abbracciarmi e non potrai più insegnarmi niente.

Padre mio voglio che tu sappia quanto ci manchi e quanto abbiamo lottato per ritrovarti, ma ahimè non siamo riusciti a salvarti.

Mi dispiace, mi rammarica tanto, non sono stata la figlia che volevi, sono sempre stata testarda e disobbediente.

Ti chiedo scusa, ti chiedo di perdonarmi.

Non ho potuto dirti e dimostrarti che ti volevo bene e che tu eri e resti un muro portante in questo palazzo di vita.

Resterai nei nostri cuori e nei nostri ricordi, addio per sempre papà.

La tua principessa Amanda

 

Ariano in Movimento: 

Vogliamo esprimere il nostro dispiacere per la morte dell'amico Pasqualone, così ci piaceva chiamarlo vista la sua grande statura.

Lo abbiamo conosciuto nei giorni del blocco stradale per la chiusura della discarica di Difesa Grande nel 2004. Con i celerini di fronte ci sentivamo un po' più sicuri vicino a lui. Un vero e proprio gigante buono, sempre disponibile e cordiale. 

Conserviamo di lui il ricordo delle passeggiate alla ricerca di origano, di asparagi o lumache. Conoscevamo i problemi lavorativi che hanno reso ancor più instabile una situazione di vita precaria. Abbiamo fatto quello che era nelle nostre possibilità fino all'ultimo istante. 

È giusto in questo momento astenersi da falsi giudizi ma una cosa è certa, in casi di fragilità esistenziale sono rare quelle persone e quei soggetti istituzionali che si occupano della sofferenza altrui.

Quello di Pasqualone è stato un atto estremo, dettato dalla disperazione di chi non è riuscito più a credere che ci possa essere una via d’uscita o una persona a cui chiedere aiuto.

Le 700 euro trovate nella sua auto sono la misera ricompensa di chi ha lavorato, pregiudicando la propria salute, ed è stato costretto ad ingaggiare un lungo contenzioso  pur di far rispettare i propri diritti. Quei soldi lasciati in auto sono quindi anche il simbolo di chi ha deciso di smettere di lottare.

Il ricordo di Pasqualone è importante nella nostra società, quella del finto benessere, dove ognuno vive delle difficoltà ma raramente trova, lungo il suo cammino, la solidarietà.

Bisogna impegnarsi insieme, nella comunità in cui viviamo affinché le Istituzioni e i singoli possano creare una società solidale che non lascia solo nessuno.

Quella stessa disponibilità di cui alcuni hanno approfittato sarà il ricordo che conserveremo di te, ciao Pasqualone.

 

L'Associazione Michele De Gruttola di Ariano Irpino ringrazia tutti coloro che stanno effettuando una donazione in merito all'iniziativa legata alla tragica scomparsa dell'amico Pasqualino La Porta... Il grande cuore degli arianesi e non solo, si distingue sempre in questi momenti.

Ecco tutte le coordinate per chi volesse ancora farlo:

Associazione Onlus “Michele De Gruttola” 
IBAN IT87H0335901600100000106580
Causale: “Contributo Funerali Pasqualino La Porta”
Oppure con bollettino postale N.75285726 Associazione Onlus “Michele De Gruttola” sempre scrivendo la stessa causale: “Contributo funerali Pasqualino La Porta”.
Il contributo può essere versato o tramite bonifico e bollettino oppure a qualsiasi membro dell'associazione Michele De Gruttola. Uniche persone di riferimento per questa raccolta:

Remo Pernacchia contatto telefonico 338.9844295

Giuseppina Solimine Mancino 320.5769524. Nessun altro è autorizzato a farlo.