E' nato prima il Tunnel o Avellino? Ecco come hanno risposto

Tunnel infinito. Ennesima proroga. Ecco cosa ne pensano gli avellinesi. Il video-sondaggio

(Clicca sulla foto di copertina e guarda le interviste di Ottopagine) E' nato prima il tunnel o Avellino? L'abbiamo chiesto agli avellinesi. Dopo che è arrivata l'ennesima proroga di 2 anni. Per un cantiere che la città si porta sul groppone dal 2006

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

(Clicca sulla foto di copertina e guarda le interviste di Ottopagine) E' nato prima il tunnel o Avellino? Lo abbiamo chiesto agli avellinesi. Dopo che è arrivata l'ennesima proroga di due anni. Per un cantiere che la città si porta sul groppone dal 2006. Con tutti i disagi annessi e connessi: problemi di viabilità, soldi bruciati nel progetto, senza considerare il papocchio estetico che questo cantiere, collocato a centro città, rappresenta.

 

Un vero caso, tutto nostrano, che fa gridare allo scandalo. Soprattutto se si pensa che in sette anni di lavori effettivi, giorno più giorno meno, è stato tirato su o meglio giù, visto che è un'opera sottomarina, il Tunnel della Manica.

Di tempi e dettagli ne ha parlato ampiamente il nostro direttore, Luciano Trapanese (LEGGILO).

Noi siamo andati a scavare nelle emozioni degli avellinesi. Cittadini che pagano le tasse eppure devono tenersi quel mostro a due passi dalle case. Per non parlare degli esercenti. Che devono sperare nella tenacia degli acquirenti. I quali per far compere sono chiamati a farsi largo in una selva di cantieri. Ai quali si aggiunge una mancanza endemica di parcheggi. (Leggi l'inchiesta di Ottopagine con tutti i nomi e le cifre)

Avellinesi infuriati che hanno commentato: «Il Tunnel è una vergogna. In salsa tutta italiana. C'è stata una pioggia di fondi, distribuita su più anni. Ma senza risultati».

«Il progetto di Di Nunno – ha aggiunto qualcuno – era ben diverso. Le due uscite del Tunnel erano collocate in luoghi strategici. Nella parte storica della città. Per mostrare ai turisti il volto più caratteristico di Avellino. E poi doveva legare il centro con la zona dell'ospedale. Ora ci ritroviamo è un “tunnelino” senza senso».

Il cantiere è ancora lì. Seppellito dalle varianti. Dei contenziosi fra amministrazione e ditta. Ma ancora si chiede tempo. Una vergogna per una città alla ricerca costante della sua identità. Che deve farsi largo per scrollarsi di dosso le megalomani ambizioni del passato. Mercatone, teatro, tunnel. Il risultato? Sotto gli occhi di tutti. Un'indecenza. Che i cittadini pagano materialmente, con le tasse, e non solo. Ma nessuno sembra davvero occuparsene.

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