di Simonetta Ieppariello
Quando si parla di abusivismo edilizio la tensione sale sempre. Perché? Perchè il timore è che ci sia assiepata, dietro l'angolo, l'ennesima sanatoria. E infatti la legge regionale in Campania in materia viene additata, da quanti combattono in difesa del territorio, come una sorta di condono.
E la stessa legge campana sugli abusi edilizi non piace al Governo Centrale. C’è poco da fare. E per questo il Consiglio dei Ministri è determinato ad impugnarlo. Il Governo vuole un dietro front senza se e senza ma dall’esecutivo di Palazzo Santa Lucia a Napoli. Ma proprio dal Governo De Luca arriva una battuta secca: non si tratta di una sanatoria, ma di semplici linee guida nel comparto, per dare regole. E soprattutto la marcia non si arrestato il numero due di De Luca, Bonavitacola, avverte: noi, andiamo avanti.
«Non c'è nessuna sanatoria. Noi andremo avanti con il nostro lavoro». Fulvio Bonavitacola non fa retromarcia, dopo la decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge campana sulla gestione degli abusi edilizi.
Insomma, quello che si profila è un nuovo scontro tra Governo centrale e regionale. Nonostante il partito sia lo stesso, eppure ogni scelta sembra non convincere.
Lo scorso lunedì sono state 42 le leggi regionali promulgate. A finire sotto la lente di ingrandimento solo quella campana.
Il Governo, su proposta del Presidente Gentiloni, ha infatti impugnato la legge della Regione Campania numero 19 del 22 giugno scorso che prevedeva misure di semplificazione e linee guida di supporto ai Comuni in materia di governo del territorio, «in quanto contiene – si legge nella nota di Palazzo Chigi – alcune norme in materia di misure alternative alla demolizione degli immobili abusivi e di ampliamenti degli edifici adibiti ad attività manifatturiere, industriali e artigianali realizzabili in assenza di pianificazione urbanistica, in contrasto con i principi fondamentali in materia di governo del territorio contenuti nel dpr n. 380/2001, nonchè con le norme statali preordinate alla tutela dell’ambiente, in violazione dell’articolo 117, commi 2, lettera s) e 3, della Costituzione ».
Si tratta di norme sull'abusivismo. Ma che la legge venga frenata, impugnata, osteggiata scatena la soddisfazione di Angelo Bonelli che dice: «Quella della Campania è una legge vergognosa - spiega il coordinatore nazionale dei Verdi - Si delega ai Comuni il dovere di spiegare quando le abitazioni abusive sono di pubblica utilità.
Il rischio è quello di scatenare nuovo abusivismo. Il cemento selvaggio, è bene ricordarlo, è sempre in mano alla camorra».
Secondo De Luca e i suoi, invece, si tratterebbe solo di linee guida, espressamente non vincolanti. Nel caso di costruzioni illegali, quando non si arriva alla demolizione, i Comuni possono acquisire i beni se ci sono due presupposti: l'interesse pubblico e il fatto che le case abusive non ricadano su territori vincolati per interessi ambientali, culturali o idrogeologici.
Insomma l’intervento della Regione ci sarebbe stato solo per definire cosa è l'interesse pubblico.
Venti anni è durata la vera e propria devastazione di tanti comuni. Nessuna norma e rispetto delle regole in tante città tra il 1970 e 1990.
Gli unici dati certi riguardano il numero di sentenze di abbattimento (circa 67mila) e le inchieste aperte per piccoli e grandi abusi (oltre 200mila).
Secondo il rapporto di Legambiente l’abusivismo in Campania arriverebbe al 45-50 per cento del costruito.
Secondo i tecnici di Palazzo Santa Lucia gli abusi di necessità sono circa il 15 per cento del totale. Insomma, gli enti locali, i comuni vengono agevolati a comprare le case fuori legge. A Settembre sarà discusso il disegno di legge Falanga.
Insomma si dettano gradi e tempi, facendo la differenza situazione per situazione. Dovranno andare giù prima gli ecomostri e quelle sequestrate alla criminalità, poi quelle non abitate o le seconde case, quindi gli abusi di rilevante impatto ambientale e paesaggistico o costruite su suolo sismico o in area archeologica, infine le abitazioni dei cittadini non abbienti.
