di Pierluigi Melillo
Bigliettopoli? “Una tempesta in un bicchiere d’acqua, ma le polemiche non le ho certo sollevate io”. E il comitato di gestione? “Ridicoli. Non sanno di cosa parlano”. L’ex presidente del Teatro Gesualdo, Luca Cipriano, mette un po' di veleno nel ferragosto avellinese, in un clima politico già piuttosto inquinato ma - dice lui – “sempre e solo per colpa del sindaco Foti”. La verità in una intervista andata in onda nella rubrica “Punto di vista” su Otto Channel canale 696.
-Partiamo dal caso ribattezzato Bigliettopoli cosa viene fuori da questa storia?
“Il consigliere Giordano ha voluto calcare la mano su una procedura che è del tutto legittima. Il dieci per cento dei posti, circa 100, è previsto come omaggio, non è un’anomalia. Sono biglietti che non si possono vendere e, dunque, non c’è danno all’erario. Purtroppo ci sono stati consiglieri comunali che hanno usufruito di questa misura in maniera sistematica. E magari sono gli stessi che hanno fatto la morale sulla mia gestione”.
- Il sindaco Foti ritiene che questa vicenda sia stata sollevata in maniera strumentale da lei...
“Mi pare che il sindaco sia ossessionato dal tema del teatro e dalla mia persona. Non capisco: Giordano solleva il caso in consiglio e lui dà la colpa a me. Siamo di fronte a un inutile e gratuito attacco alla mia persone anche un po' meschino. Per quanto mi riguarda ho sempre pagato gli abbonamenti per me e la mia famiglia”.
- Ma lei, guardando alla gestione del Teatro, non ha nulla da rimproverarsi?
“No, per 5 anni ho lavorato con umiltà e passione. Ora si vuole dire che siamo il male della città di Avellino? No, assolutamente no. Chi lo dice è in malafede. Negli anni della mia gestione c'è stato il più alto numero di abbonamenti, con spettacoli internazionali a volte anche in esclusiva. Sono aumentate le attività per bambini e abbiamo attivato un corso universitario unico in Italia. Insomma, il Teatro funzionava mentre oggi è chiuso, la stagione estiva non si è fatta, la stagione invernale non si è fatta: non si sa se a ottobre riaprirà le porte. Chi voleva rivoluzionare il teatro oggi lo ha chiuso”.
- Eppure il comitato di gestione vorrebbe fare del Teatro una casa degli artisti. Che ne pensa?
“Capisco l’imbarazzo dei tre componenti del comitato che hanno accettato senza sapere a cosa andavano incontro. In fondo, è un organismo inesistente, non ha alcun potere e anche i rapporti con l’amministrazione non sono dei migliori. Però mi sembra ridicolo parlare di rilancio con un teatro chiuso, una stagione teatrale inesistente nella più totale confusione. Avellino è l'unica città capoluogo della Campania che ha il teatro chiuso”.
- Come si spiega questi continui attacchi alla sua persona? C'è un tentativo di screditare una sua possibile candidatura a sindaco?
“Non ho deciso nulla sul mio futuro politico. Ma guardo con attenzione e interesse alla mia città, una città nella quale non mi riconosco. E mi arrabbio per come viene amministrata. Fin quando ero funzionale a un progetto andavo bene, poi un pezzo del pd ha scatenato la guerra. E continuano a gettare fango per screditare la mia persona e creare confusione nell’opinione pubblica. C’è un’aggressione ingiustificata nei miei confronti, se Foti intende continuare a amministrare si ricandidi e vediamo”.
- Cosa lascia questa giunta guidata da Foti?
“Macerie e luoghi di cultura chiusi: non solo il Teatro, ma sono chiuse la Casina del Principe, Villa Amendola. Tutto fermo anche per Acs, parchi, Tunnel e Mercatone. La parola d'ordine è chiudere. Per giunta, hanno imbarbarito lo scontro politico e c'è un sindaco che ha cambiato 30 assessori: li ha sfiduciati o insomma ha litigato con queste persone che lui stesso aveva scelto. E che dire della sceneggiata delle cinque dimissioni annunciate e poi ritirate? Questa giunta lascia anche molti veleni: ci vorrà tempo per depurare la città. Speriamo bene”.
