Migliorano i dati sull’inquinamento nel centro urbano del capoluogo irpino. Rispetto al trend registrato negli ultimi mesi, e segnatamente da ottobre scorso in avanti, gli sforamenti di Pm10 venuti fuori ad aprile sono stati soltanto tre: 1 in via Oscar D’Agostino e 2 in via Colombo. Dunque, rilievi meno preoccupanti rispetto al recente passato.
Per i tecnici del Settore Ambiente del Comune di Avellino questi primi riscontri positivi sono dovuti ad una favorevole contingenza dei fattori meteo che ha mitigato la situazione generale e, ovviamente, ai riflessi dell’ordinanza che dall’inizio dello scorso mese ha interdetto la circolazione in centro per i veicoli più vecchi e posto sotto controllo l’accensione anticipata dei bus in Piazza Kennedy e il funzionamento degli impianti termici dei condomini. Oltre al fatto che i riscaldamenti, anche quelli centralizzati, ormai sono spenti da circa tre settimane e gli abbruciamenti delle stoppie vietati.
Da Palazzo di Città, comunque, massima cautela su questi primi dati che stabiliscono un’inversione di tendenza. Un vero confronto complessivo, infatti, si potrà effettuare solo verso la fine dell’anno o, almeno, soltanto quando saranno disponibili i rilievi della centralina mobile dell’Arpac posizionata a Piazza Kennedy che dovrebbe restare fino a giugno.
Intanto è cominciato il rodaggio dei sensori dell’impianto di via Piave, situato nei pressi dell’ex scuola media Dante Alighieri, che a breve entrerà in funzione ufficialmente e “manderà in pensione” quello posto all’incrocio tra via Colombo e via Moccia, non a norma viste le distanze ridotte con la carreggiata.
Resta ancora in piedi, però, l’ostacolo più importante da rimuovere se si vuole davvero arginare l’inquinamento ambientale ad Avellino: il mancato coordinamento tra i piani del traffico del capoluogo e quelli dei comuni della sua cintura urbana. Lo smog che si registra in città, infatti, è la sommatoria anche dei flussi veicolari provenienti da Atripalda, Mercogliano e Monteforte Irpino, assolutamente non canalizzati a secondo delle zone da raggiungere. E proprio su questo che l’ente di Piazza del Popolo, anche in qualità di capofila di un progetto complessivo di viabilità e servizi nell’Area Vasta, è chiamato a proporre un confronto per attuare un’armonizzazione della mobilità interurbana.
Alessandro Calabrese
