Non c'è che dire, bisogna ammetterlo: in termini di comunicazione e di “6x3” Gianluca Festa batte tutti. Cercano di copiarlo, ma poi l'originale è sempre più sorprendente e per certi versi irritante. Prendete i messaggi che sta lanciando nelle ultime ore, in segno di sfida dopo che la magistratura avellinese l'ha arrestato e mandato a processo. Lui cerca soprattutto un riscatto morale che potrà avere solo nell'aula giudiziaria.
Festa si dichiara "colpevole" ma...
Su ogni cartellone pubblicitario si fa riferimento a un “reato” che l'ha portato sotto inchiesta, ma ribaltando in positivo il copione: “colpevole di aver portato Eurochocolate e l’Università degli Studi di Salerno, di aver riqualificato la Dogana, Quattrograna, San Pio e Piazza Castello”. Indubbiamente si tratta di risultati significativi, ma si alza un polverone per dimenticare i concorsi truccati, il computer sparito, il “buco” milionario che ha devastato le casse del comune (di questo naturalmente sono responsabili tutte le amministrazioni che si sono succedute ma i governi Festa e Nargi hanno inferto il classico colpo di grazia). Per non parlare delle intercettazioni su passaggi di denaro e debiti da mettere a posto su cui naturalmente aspettiamo che si dica una prima parola di verità nel processo che inizierà il prossimo 26 aprile davanti al tribunale di Avellino.
Festa in campo da mesi, ma i partiti dove sono?
Festa, comunque, porta avanti la sua sfida. Ed è in netto vantaggio sui partiti che a pochi mesi dal voto non sanno ancora a che Santo votarsi. Lui, invece, da novembre ha annunciato la sua candidatura a sindaco. La confermerà? Probabile. A giudicare dai voti rastrellati alle ultime regionali Festa resta un possibile protagonista della partita elettorale. A meno che la società civile e soprattutto la politica, quella vera e non fatta solo di incarichi e clientele, non rialzino la testa e mettano in campo finalmente una proposta serie e credibile per il futuro della città di Avellino.
