Lumini e corteo. Prof a lutto per il funerale della scuola

Il flash mob al Corso Vittorio Emanuele. Funerale al Rosario

Anche questa sera si sono ritrovate persone, nel caso insegnanti, precari, supplenti, personale scolastico, studenti, che sono comparsi, all’improvviso, per dire no

Avellino.  

Questa sera un lungo corteo ha attraversato il Corso Vittorio Emanuele per celebrare il funerale della scuola. Alla vigilia dello sciopero generale della scuola, in programma per domani a Roma, i professori irpini hanno sfilato per protesta lungo il salotto buono. Lumini e corteo funebre tra Prefettura alla chiesa del Rosario per ricordare a Governo e cittadini le proprie richieste e reclami contro un disegno di legge che, a detta dei prof, rischierebbere di compromettere definitivamente il sistema formativo italiano.

Diritto alla studio, garanzie giuridiche per i docenti, libertà d'insengnamento, ruolo del dirigente, personale Ata: sono alcuni dei punti contestati dai prof irpini al ddl del Governo Renzi. Oggi i prof hanno marciato anche ad Avellino. La scadenza resta fissata per il prossimo 19 maggio. 

Questa sera per il Flashmob davanti alla Chiesa del Rosario i docenti tutti vestiti di nero, gli insegnanti avellinesi, muniti di un lumino da cimitero si sono schierati tra sagrato e scalinata della chiesa tutti in simbolico silenzio, sulla scalinata della Chiesa.

La protesta dei lavoratori della scuola, dunque, si estende a macchia d’olio. Il disegno di legge messo a punto dal governo ora all’esame della Commissione della Camera che se la deve vedere con circa 2.000 emendamenti è al centro di scioperi, manifestazioni, nuove forme di lotta come i flash mob, un “lampo di folla” la traduzione letterale.

 

Anche questa sera si sono ritrovate persone, nel caso insegnanti, precari, supplenti, personale scolastico, studenti, che sono comparsi, all’improvviso, per dire no. 

Domattina invece la protesta si sposterà a Roma. Ad essere mortificata, secondo i tanti insegnanti presenti, la professionalità stessa del docente che vede abbassare la qualità dell'insegnamento attraverse. Tutta colpa del principio della flessibilità che consente di utilizzare i docenti su classi di concorso diverse dal quella di abilitazione in base alle necessità della scuola di pertinenza. Alle 5.30 anche da Avellino partiranno alla volta della capitale centinaia didocenti. 

Simonetta Ieppariello