Carceri e pene: grande successo per il convegno del Rotaract

Ieri pomeriggio al tribunale si è parlato di pena rieducativa e formazione nei penitenziari.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Grande partecipazione per il convegno “il sistema penitenziario: la pena rieducativa e la formazione all’interno delle carceri”, organizzato dall’associazione Rotaract Avellino insieme al Rotaract Nola – Pomigliano d’Arco, e patrocinato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, rappresentato dal presidente Fabio Benigni presente all'incontro che si è svolto ieri pomeriggio nell'Aula Magna del tribunale irpino. Dopo i ringraziamenti affidati all'avvocato Francesco Fulcoli, socio del Rotaract Avellino, è toccato ai penalisti Ennio Napolillo, Claudio Frongillo e Carolina Schettino discutere del tema della giornata.

Interventi che, oltre a descrivere le norme che regolano la vita dei detenuti, si sono focalizzati su «casi pratici» tratti dall'esperienza dei relatori. Attenzione puntata, fra le altre cose, sulla «Riforma Orlando» ancora congelata. Con annessi temi che, negli scorsi mesi, avevano innescato diverse polemiche fra i detenuti: misure alternative al carcere per ridurre il sovraffollamento, potenziamento delle cure e del trattamento dedicato ai carcerati, maggiore attenzione all'iter relativo al reinserimento sociale così da arginare il fenomeno della recidiva.

Inoltre si è parlato anche della difficoltà di applicare, spesso, le norme vigenti a causa del poco personale fra gli agenti e proprio del sovraffollamento della popolazione carceraria.

Tematiche evidenziate anche dal direttore del carcere irpino, Paolo Pastena, e dalla professoressa Crescitelli che da tempo lavora per il reinserimento dei detenuti nella società. Come sottolineato nel suo intervento dall'avvocato Frongillo il diritto italiano rispetto alla determinazione e all’applicazione delle pene è molto più evoluto di tante realtà: «Pensate che in Francia l'ultima persona ghigliottinata risale al 1977».