Aule vuote e prof in piazza. I docenti di Irpinia e Sannio protagonisti ai cortei di protesta contro la riforma della scuola nella capitale italiana. Sette le manifestazioni principali organizzate in Italia, ma non sono mancate iniziative ed assemblee come anche flash mob. Anche ad Avellino e Benevento la maggior parte dei docenti ha scioperato e sono stati tanti quelli che hanno comunque manifestato nella propria città non avendo potuto raggiungere Roma.
I dati parlano chiaro con la quasi totalità della scuole chiuse ad Avellino, con adesioni pari al 90 % tra prof, personale amministrativo e anche studenti. I numeri variano di poco a Benevento dove i professori che hanno manifestato sono stati circa il 75 per cento del corpo docente complessivo.
Le adunate più grandi ci sono state ad Aosta, Milano, Roma, Bari, Catania, Palermo e Cagliari dove si sono ritrovati i tre sindacati confederali con Gilda e Snals, per lo sciopero generale "il più grande di sempre". «Mai cortei così affollati». Più potere ai presidi, centomila precari da assumere, e nuovo meccanismo di finanziamento di pubbliche e private al centro della protesta.
Al fianco dei docenti, principali protagonisti della protesta, anche tanti studenti: 25mila solo a Roma. «Siamo scesi in piazza - spiegano i docenti - per dimostrare il nostro secco no. Questa riforma è solo un rischioso guazzabuglio che rischia di distruggere la scuola italiana».
L'ala Cobas ha proclamato altri due giorni di sciopero per di boicottare i test Invalsi. «La scuola pubblica e gli insegnanti sono un pilastro portante della formazione dei cittadini di domani - spiegano -. Indebolirli significa minacciare seriamente il futuro del Paese». «Una partecipazione così massiccia allo sciopero non si vedeva dall’ottobre 2008, anno della contestata riforma Gelmini».
Ne è convinto Giuseppe Vassallo, della Cgil scuola Benevento, contattato telefonicamente mentre era di ritorno dalla manifestazione di Roma che ha visto una massiccia partecipazione anche di esponenti sanniti del mondo della scuola.
Nel Sannio segnalati diversi istituti completamente chiusi: «San Bartolomeo, San Lupo e San Leucio del Sannio, oltre ad altri in città solo per fare qualche esempio», ha aggiunto Vassallo.
Una mobilitazione massiccia che non si vedeva dal lontano 2008, dunque. Erano i tempi della riforma targata Mariastella Gelmini. Oggi, nel mirino, la “Buona scuola” di Matteo Renzi.
Simonetta Ieppariello
Giovanbattista Lanzilli
