«Addio Michelina, buon viaggio guerriera coraggiosa»

Le donne Amos e Amdos ricordano l'amica scomparsa. Iannace: la semplicità di una donna unica

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San Michele di Serino.  

 

di Simonetta Ieppariello

”La Donna Ideale, non è quella che ti asseconda, ma quella che ti ribalta la vita, i sogni, le idee.....Quella che ti fa vivere!" Lo diceva Baudelaire, Una frase che piaceva tanto a Michelina Venezia, che se ne è andata dopo anni di lotta contro il cancro. Un aforisma che al meglio racconta l’essenza di una donna coraggiosa, un’ autentica combattente. Michelina e il suo sorriso. Michelina e il rosa dell’Amdos e Amos, quella rete di donne fiere che non solo lottano contro il cancro, ma si impegnano per fare prevenzione e assistenza, aiutando altre donne e uomini che si ammalano. Michelina e il suo paese, la sua comunità che ha sofferto con lei, in questi anni di battaglia, si è spenta lasciando un vuoto incolmabile a soli 51 anni. Una notizia che ha straziato tutti in paese, in Irpinia. “Mi colpiva per la sua straordinaria semplicità, Michelina - ricorda il dottore Carlo Iannace -. Aveva capito il senso autentico dell’associazionismo, come missione generosa di aiuto del prossimo - continua Iannace -. Era sempre pronta a capire, aiutare, spiegare,sostenere. Non si è mai arresa. Sapeva di essersi ammalata gravemente. Aveva piena cognizione del suo quadro clinico. Eppure non si è mai arresa. La fede era la sua forza. La bontà la qualità che la rendevano irresistibile agli occhi e cuori di tutte le altre. La ricorderò per sempre con le mani giunte, che incontrava il Vescovo durante una camminata rosa, l’ultima che c’è stata lo scorso settembre. I suoi occhi carichi di energia vitale, speranza e vita resteranno impressi nei miei e nel mio cuore”.

Viveva e combatteva Michelina. Era il simbolo delle donne che ogni giorno si ammalano e vanno avanti sempre, comunque, e nonostante tutto. Indossava il turbante nei periodi della chemio più dura, quella che ti cambia il viso, che ti strappa il sorriso. E lei i denti li stringeva forte e li mostrava agli altri comunque ordinandoli in un sorriso contagioso. Sempre.

Michelina è stata una donna che ha ribaltato la vita, la sua e quella degli altri, con la forza generosa del sorriso e della gioia.

 Cinque anni di battaglia. Una lotta logorante che l’aveva costretta nel movimento, sacrificandone mobilità e spostamenti. Ma lei non si è mai fermata. Capeggiava solare come sempre nell’ultima marcia rosa. Rideva tra le sue amiche, che con sincero affetto e ammirazione sono corse da lei ad accompagnarla nel corteo. Lo scorso anno aveva spento le sue cinquanta candeline. In tanti avevano preso parte al suo compleanno. Lei non ha mai perso il sorriso, la sua voglia di vivere. A San Michele di Serino la conoscevano tutti. Il suo tabacchi, pelletteria, profumeria al centro del paese è un punto di ritrovo per tutti. Il suo cuore grande e generoso l’aveva subito portata sulla strada del volontariato. Lo fece subito quando scoprì il suo male. Iniziò a fare del volontariato con l’Amos dell’Alta Valle del Sabato. «L’incontro con la mia presidente Patrizia Luciano è stato determinante - raccontava nell’intervista che rilasciò qualche anno fa a ridosso della marcia rosa». 

Sul social continuano a scorrere messaggi di ricordo e foto, tanti post che come una pioggia di petali sembrano accompagnare la dipartita di questa donna fiera e luminosa. «Quando mi sono iscritta all'associazione Amos Valle del Sabato non pensavo di indossare questa maglia per dare l'ultimo saluto ad una di noi. Ciao Michelina Venezia», annota Pina, spiegando come le donne dell’esercito Amdos e Amos pensato e consolidato con il contributo e forza del dottore Carlo Iannace, hanno indossato la maglietta dell’associazione per ricordare una delle referenti maggiormente amate.

E poi c’è Umberto che ricorda: “Mi sei sempre stata vicina anche con piccoli gesti, perché magari capivi il dolore che potevo provare, ora tocca a me dire qualcosa ma non mi prolungo troppo, posso solo dire che VoI tutte siete esseri speciali, magari pure troppo per stare insieme a noi che non amiamo molto combattere, VoI siete guerriere e anche se il destino vi ha portato via non vuol dire che avete perso la battaglia perché sarete ricordate sempre per la vostra forza e voglia di vivere. Mi piace immaginarti così, accanto a mamma, nella stessa squadra, perché le guerriere camminano a braccetto. Bel combattimento Michelì”.

Commovente il ricordo di Tommasina e Loredana. Queste poche righe non potevamo non dedicarle a te,amica cara.Hai passato quella porta, quella luce con grande dignità e coraggio, ora sai la verità, puoi vedere tutto. Oltre l'apparenza,se chiudiamo gli occhi nel profondo ti vediamo bella, solare, sorridente, amica di tutti,hai raggiunto la serenità, la pace e l'armonia dentro di te.

Al di là dei limiti di spazio e tempo la tua interiorità continua a vivere ,ad essere. Sei in viaggio, il tuo viaggio interiore, il più importante, quello dell'anima, della spiritualità. Oggi sei libera dal corpo che ti faceva soffrire, dalla dipendenza della materia. E noi vogliamo fare un viaggio nei ricordi per non dimenticare la tua forza, il tuo entusiasmo, la tua grinta e la tua generosità, una donna, una mamma, un'amica che ha sempre dato tanto. Le tue ultime parole che non volevi andassimo via, rimarranno sempre impresse nei nostri cuori.Siamo state con te fino all'ultimo istante, ti abbiamo visto soffrire, arrabbiarti e purtroppo anche morire.Ti ringraziamo per tutto il tempo che abbiamo trascorso insieme, tutte le nostre uscite, vacanze avventure sempre piene di entusiasmo. Sei stata per noi sempre un punto di riferimento.E quante volte abbiamo detto "Non è giusto "non doveva capitare a te"! Ma Dio sceglie con sé sempre i migliori. Il tuo ricordo rimarrà sempre indelebile nei nostri cuori.Buon viaggio cara amica. Ti vogliamo ricordare così,nelle nostre avventure. Ti vogliamo bene Tommasina e Loredana”.

In quella intervista del 2016 (leggi articolo ) Michelina raccontava: bisogna sempre avere coraggio e non lasciarsi abbattere, non permettere al cancro di divorarci anche anima cuore e sentimenti. Non permettere al cancro di sconfiggere la speranza. Ho indossato la parrucca solo per cinque giorni - raccontava -. Da quando ho perso i capelli mi sono sempre piaciuta con cappelli stravaganti o turbanti. Mi piaccio così. Non ho mai smesso di sperare e scherzare, pur sapendo che il mio cancro non passa. La mia storia è diversa». 

”La Donna Ideale, non è quella che ti asseconda, ma quella che ti ribalta la vita, i sogni, le idee.....Quella che ti fa vivere!”

Grazie Zietta sei stata un esempio di vita per tutti con la forza del tuo sorriso, con i tuoi sogni, i tuoi progetti e le tue idee sempre brillanti, con la tua gioia di vivere anche nella sofferenza con la tua combattività e la tua determinazione! Il ricordo di suo nipote.