Ciampi contro tutti, anche la stampa brutta e cattiva

Duro post del sindaco contro i giornali che hanno ignorato l'ordinaria amministrazione dell'ente

E tre frasi su tutte: «Noi abbiamo la città», «alle prossime amministrative prendiamo l'80 per cento», «noi abbiamo paura».

Avellino.  

 

 

di Luciano Trapanese

Si chiama sindrome da accerchiamento. Il nemico è lì, ovunque, dietro un foglio di giornale o un sito web. Noi contro tutti, noi siamo il popolo, gli altri – anche la stampa – remano contro, hanno paura di disturbare il potere. Lo sfogo – post su Facebook – è firmato dal sindaco Vincenzo Ciampi. La questione riguarda il resoconto dell'ultimo consiglio comunale, i giornalisti non hanno dato notizia di una serie di attività ordinarie del comune (tutte finanziate come ogni anno dalla Provincia), ma si sono concentrati – e ci sembra logico - sul dato politico e la sfiducia imminente. Tanto è bastato per far dire al primo cittadino: «Ormai abbiamo anche la stampa contro. Sono tutti schierati contro il cambiamento. La paura di disturbare il “potere” è ancora troppo forte. Ma tutti hanno dimenticato un piccolo particolare: noi abbiamo la città ed i cittadini a favore. Ha ragione il sottosegretario Sibilia quando dice che, in caso di sfiducia, alle prossime elezioni amministrative prenderemo l’80 per cento dei consensi. Noi andiamo avanti, non abbiamo paura».

Poche righe, frasi a effetto, molta retorica e qualche imprecisione. La stampa non è contro, è interessata alle sorti del comune, più che all'esercizio ordinario, dovuto e previsto dell'amministrazione comunale. Nessuno, crediamo, abbia paura di disturbare il potere, anche perché il potere è in mano a chi governa il comune e il potere deve sempre essere sotto lo sguardo vigile di una informazione seria (o a Foti venivano regalati fiori?). E poi: noi abbiamo la città e i cittadini a favore... Sbagliato: c'è una parte di elettori che ha votato per Ciampi al ballottaggio, mentre al primo turno i 5Stelle si sono fermati intorno al venti per cento. Un po' poco per dire «la città e i cittadini sono con noi».

Senza contare la convinzione di avere l'80 per cento alle prossime amministrative (in caso di sfiducia). Più che una previsione è una speranza. Ma, sindaco, le sembra credibile? E infine l'ultima frase, quella che viene ripetuta come un mantra, ma che davvero non riusciamo a capire: «Noi andiamo avanti, non abbiamo paura». Ma paura di cosa? Di che? Di chi? Per quale motivo il sindaco e la sua giunta dovrebbero temere qualcosa? Se hanno ricevuto minacce lo dicessero, sarebbe giusto e utile per la città. In caso contrario a cosa serve continuare a ripeterlo?

Forse quelle frasi servono a giustificare la scelta del governo nazionale, quella di tagliare i fondi all'editoria (sbandierata anche con un po' di anticipo dallo stesso Carlo Sibilia sulla sua pagina Facebook)? Possibile, perché no. Altrimenti non si spiegherebbe. Ma quel provvedimento, non riguarda certo Il Mattino (segnalato tra i cattivi dallo stesso Ciampi). E neppure Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa e tutti i “giornaloni” italiani e i grandi gruppi editoriali (che anzi, ne trarrebbero vantaggio). No, quei tagli sono solo alla stampa locale. E non crediamo che i giornali provinciali siamo delle spine ficcate nel fianco del Movimento. Non ci sembra.

Comunque sia, quel “noi contro tutti”, dai poteri forti (ma quali?), alla piccola editoria, dai consiglieri di opposizione, a quanti sono almeno scettici su questi mesi di governo cittadino, dovrebbe servire a rinsaldare le fila. Raccontandosi però un mondo che non c'è. Ad Avellino c'è una amministrazione perennemente in bilico perché non ha i numeri, un'opposizione che ha deciso di chiudere questa esperienza, un bilancio con un buco molto più profondo di quello sconcio di tunnel, e una città che aspetta. Sempre meno tollerante, verso chi c'era prima, certo, e verso chi ha promesso il cambiamento, ma che quel cambiamento – con tutta la buona volontà – è riuscito solo ad evocarlo.