Ciampi risponde alla sfiducia: dichiareremo dissesto

La contromossa del sindaco annunciata nella riunione dei capigruppo.

Questa mattina depositate 19 firme per la mozione di sfiducia. Manca quella di Nadia Arace, che al momento è fuori città.

Avellino.  

 

 

di Luciano Trapanese

Mossa e contromossa. Il futuro di Avellino si gioca tutto tra la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione (depositate 19 firme, manca quella di Nadia Arace, ma solo perché oggi non è in città), e la strada del dissesto, annunciata poco fa dal sindaco Vincenzo Ciampi, che ha informato le forze che compongono il consiglio comunale nella riunione dei capigruppo.

Un braccio di ferro, dall'esito non scontato. I firmatari della mozione di sfiducia hanno fatto sapere che «andremo avanti comunque». Compreso Dino Preziosi, che ha aggiunto un sibillino, «nella vita niente è certo», dopo aver dichiarato comunque che «la scelta del dissesto è giusta, l'avevo avanzata cinque anni fa, ma non sono stato ascoltato. Questa amministrazione ha compiuto un'opera meritoria sul bilancio, ma i numeri sono peggiori di quello che dicono».

Già, i numeri. Per i tecnici incaricati dal Movimento 5Stelle i debiti sono di 35,7 milioni di euro. E verranno analizzati nella prossima riunione del consiglio comunale, il 3 novembre.

La scelta del sindaco segue a ruota la proposta di un “governo di solidarietà”, che sarebbe stata avanzata proprio per far fronte alla difficile situazione delle casse comunali. Dall'opposizione la risposta è quasi unanime: troppo tardi. Difficile dunque ipotizzare questa strada, a meno di imprevedibili colpi di scena. Per citare (o quasi), Dino Preziosi, «nulla è scontato».

Sullo sfondo restano le prossime elezioni provinciali (con il testa a testa Biancardi – Vignola), un clima di febbrile incertezza, il futuro della città sospeso tra una richiesta di solidarietà, che arriva dopo mesi di feroci polemiche, e la voglia – annunciata da tempo – di togliere la spina a Ciampi e tentare di avviare, già dalla inevitabilmente lunga campagna elettorale, un rinnovamento complessivo della politica avellinese. Due aspirazioni, o meglio due speranze. Il dato certo sono le casse vuote del comune. E un dissesto che potrebbe comunque essere una scelta inevitabile, con o senza Ciampi. La decisione non dovrebbe avere conseguenze gravi per i cittadini (si paga già il massimale per molti tributi), ma potrebbe rivelarsi disastroso per il funzionamento della macchina comunale. Non si possono neppure escludere licenziamenti.