«Che tu possa avere sempre il vento in poppa, che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle». Gli amici di sempre hanno salutato per l'ultima volta Claudio Zaccaria. C'erano, nonostante la pioggia intermittente, a Sant'Angelo a Scala dove oggi pomeriggio si è tenuto il suo funerale. Erano in tanti per potergli dire degnamente addio o, come hanno scritto, arrivederci.
I fatti brutali dei quali è stato vittima Claudio, l'eco dei commenti che la sua morte si è portata dietro, non possono infatti cancellare tutti quei ricordi belli e indimenticabili, che questo ragazzo di venticinque anni ha disseminato in un cammino breve, ma vissuto intensamente, con l'acceleratore sempre schiacciato al massimo. Il suo viaggio – adesso - dovrà continuarlo da solo. Ma un pezzo di quei sorrisi spontanei, di quella generosità contagiosa, di quei ricordi indimenticabili, rimarrà per sempre in quelle persone che con lui hanno condiviso un pezzo di strada.
Una vita – quella di Claudio - all'insegna della comitiva, degli amici veri, gli stessi con i quali è cresciuto e per i quali c'era sempre. Chi lo conosce bene, se lo ricorda raramente da solo, spesso a Mercogliano: se come diceva Aristotele “l'amicizia è un'anima che abita in due corpi”, quella per Claudio abitava in mille. Quegli stessi amici che sono ancora increduli per quanto accaduto giovedì mattina. E hanno voluto condividere una frase, una foto, un video che catturasse per l'eternità quello che Claudio rappresentava per tutti loro.
«Eri un ragazzo splendido – si legge sulla sua bacheca - solare con un immensa voglia di vivere e il tuo sorriso e la tua vitalità erano il tuo marchio di fabbrica. Non dimenticherò mai il tuo volto pieno di gioia e i tuoi "ja Cà... pigliammoci Na cosa". Tre semplici parole che racchiudono tutta la tua generosità, tutto il tuo affetto, tutto quello che eri una persona semplicemente fantastica... Ti porterò per sempre nel cuore nella mente con quel sorrisino furbetto che tu avevi... fai buon viaggio e poi, poi riposa se puoi». «Ciao Gemé».
