Sibilia: dio creò il mondo in tre giorni, che volete da Ciampi

Post del sottosegretario. Al di là dell'errore biblico, una difesa del sindaco. Anche giusta. Ma..

Il parlamentare dimentica, come hanno fatto i 5Stelle, in questi mesi di governo, l'unico gravissimo errore: immaginare di amministrare con una minoranza schiacciante.

Avellino.  

 

 

di Luciano Trapanese

C'è un post pubblicato dal sottosegretario Carlo Sibilia che con l'artificio retorico della critica al sindaco Ciampi, ne difende in realtà a spada tratta l'operato. Ora, sorvoliamo sulla frase «se Dio creò il mondo in tre giorni...», anche perché pure i bimbi sanno che nelle sacre scritture i giorni sono sei e il settimo il Signore si riposò, sul resto, l'esercizio di stile del parlamentare avellinese presta il fianco a quello che resta e resterà l'irrimediabile limite di questo esecutivo: non ha i numeri per governare. Un limite insindacabile e che avrebbe pregiudicato qualsiasi amministrazione. Ma è un punto che il Movimento 5Stelle avellinese non ha mai preso in considerazione, correndo a testa bassa verso il burrone dell'insuccesso. Irrimediabile.

Chiaro che Ciampi in 5 mesi non poteva fare molto. Chiaro che non ha colpa se piove e la città si allaga e se non ha abbattuto i fabbricati costruiti su Rio San Francesco. Chiaro anche che il sindaco non ha colpe se un folle prende a martellate una donna o non ha risolto in questo periodo di tempo il problema dei rifiuti. Chiaro che se la città ha un problema di inquinamento non è certo a causa dei cinque mesi di governo Ciampi. Ed è anche chiaro che i 40 milioni di debito del comune non poteva certo ripagarli di tasca sua il sindaco.

Questo è fin troppo evidente. Lapalissiano. Al netto delle numerose ingenuità amministrative (l'ultima: l'ordinanza antismog prima imposta perché non si può fare altrimenti e poi repentinamente modificata, perché sì si poteva fare altrimenti), sulle quali è inutile e finanche banale ritornare, la domanda è: Avellino è una città in difficoltà, economica e sociale, frutto di una crisi profonda, in parte indotta e in parte causata da sciagurate scelte delle precedenti amministrazioni, con problemi decennali ormai incancreniti, come poteva immaginare una amministrazione formata da soli cinque consiglieri, di affrontarli e tentare (solo tentare), di risolverli? Secondo quale astrusa logica un governo di netta minoranza avrebbe potuto affrontare la mole di questioni sul tavolo? Come si può immaginare di fare politica senza un franco dialogo con l'opposizione quando oltretutto l'opposizione è numericamente molto più forte?

La risposta purtroppo è una: presunzione. L'idea di possedere il verbo della verità, le stimmate dell'onestà, di essere – a dispetto dei numeri – l'unica vera voce del popolo.

Sibilia elenca le cose fatte dal sindaco: raccolta oli esausti, apertura dei cantieri avviati dalle altre amministrazioni (Bonatti e Ponte della Ferriera)... Ordinaria amministrazione. Perché un sindaco senza maggioranza solo quello può fare. Non può neppure far passare una delibera sul Ferragosto. Già in estate era chiaro a tutti che non si poteva governare senza alleanze. Eppure niente. Da allora nessun passo avanti. Accuse – ripetute nell'ultimo post – generiche e per tutti: ladri, zuppiatori, mangiatori di babà. Come se tutti gli altri, tutti gli altri senza targa a 5Stelle, fossero il male assoluto, il peggio del peggio. Eppure, sotto gli occhi di tutti, c'è un governo nazionale dove lo stesso Movimento è sceso a patti – per governare – con la Lega di Salvini, il partito più vecchio del parlamento e alleato storico del nemico pubblico numero uno (Berlusconi). Ad Avellino, e per amministrare una piccola città, davvero non si poteva cooperare con parte del consiglio comunale? E senza tirare fuori la solita storiella delle poltrone (quelle piacciono a tutti, anche ai 5Stelle).

E comunque, se «dio creò il mondo in tre giorni», allora tutto avrebbe potuto essere possibile. Anche governare in netta minoranza. Purtroppo l'assunto era sbagliato. L'epilogo è scritto: sabato la sfiducia. In primavera si torna al voto (forse). Al via la campagna elettorale... Che non durerà tre giorni. Ma cinque mesi, come l'esecutivo Ciampi.