Fino a qualche anno fa il «venerdì nero» dei consumi durava solo un giorno, appunto di venerdì, all’ indomani del giorno del ringraziamento, che tradizionalmente è il quarto giovedì di novembre. Una moda importata dagli Stati Uniti e seguita dai commercianti torinesi per tenere il passo dell’ avanzata dell’ e-commerce. E allora se le piattaforme di Amazon e Zalando allungano il Black Friday a tutta la settimana, anche negozi cercano di mettersi alla pari.
Le associazioni dei commercianti storcono il naso, ma non posso disapprovare più di tanto. La norma che regola saldi è chiara. Si parte nei giorni stabiliti per legge. E si cerca di evitare di muoversi in ordine sparso. Questo per evitare una corsa al ribasso dei prezzi che rischia di deprimere molte attività. Nel mese di settembre, per la prima volta dopo diversi mesi, l’ inflazione ha perso quota: andando in territorio negativo (-0,6%). Un indice che racconta un arresto dei consumi che sta sgonfiando i prezzi. Cidec Avellino spiega in una nota che non condivide la politica delle super promozioni, ma «le imprese ovviamente sono libere e autonome». Per Nicola Grasso, presidente di Confederazione Italiana Degli Esercenti e Commercianti di Avellino: «La colpa di queste svendite va addebitata alla crisi economica e alla concorrenza, non sempre leale, dell’ e-commerce e dei centri commerciali. Le nostre imprese vanno tutelate».
In città ed in provincia pareri discordanti tra gli esercenti. Da Ariano Irpino, Cardito: «Noi aderiremo al Black Friday week. Grazie a tutti i clienti che continuano a comprare nei “negozi fisici”, come il nostro, dove la passione, la professionalità, la competenza sono le caratteristiche che ci contraddistinguono».
Di parere opposto al Corso Vittorio Emanuele ad Avellino: Il Black Friday è una “moda” controproducente, visto che anche i saldi invernali hanno perso il richiamo e l’ appeal che avevano in passato tra i consumatori: «Il rispetto verso i clienti viene prima delle mode commerciali del momento».
Redazione Av
