Ciampi cala l'asso del dissesto per evitare la sfiducia

Post del sindaco: il 4 i Revisori consegneranno la revisione, perché sfiduciarmi prima?

Apre al dialogo sui conti dell'ente: «Il bene comune viene prima degli interessi di parte». Ma la sua richiesta potrebbe cadere nel vuoto e sul dissesto l'opposizione, che è maggioranza, sembra pensarla diversamente.

Avellino.  

 

 

di Luciano Trapanese

Per evitare o rimandare la sfiducia il sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, gioca la carta del dissesto. Siamo alla vigilia del consiglio comunale che potrebbe segnare la fine dell'esecutivo 5Stelle, e il primo cittadino esorta i consiglieri d'opposizione a rimandare, fino al 4 dicembre, la decisione. Il motivo? Per quella data «il Collegio dei revisori dei conti consegnerà la relazione sulla delibera di dissesto approvata in giunta». Delibera che potrebbe essere discussa il giorno dopo in aula. In pratica: prima il dissesto, poi la sfiducia. Con l'inevitabile apertura alle opposizioni: «Noi siamo pronti a discutere, dialogare e collaborare con tutti i consiglieri che vogliono arrivare fino in fondo alla verità sui conti». Nel nome – continua il primo cittadino - «del bene comune», che viene prima «degli interessi di parte».

Il sindaco pone poi due domande: «Non capisco quale sia il timore di andare fino in fondo sula questione “operazione verità” sui conti. Perché chi prima aveva questa premura oggi non ce l'ha più?

Come si può pensare di aprire una nuova fase politica per la città senza mettere un punto fermo sulle finanze cittadine?».

Il post è appena stato pubblicato. Le reazioni non si faranno attendere. Ma non dovrebbero coincidere con le aspettative del sindaco. La delibera di dissesto, oltretutto, potrebbe non ottenere voti sufficienti in un consiglio comunale che sembra più propenso a valutare il “piano di riequilibrio pluriennale” (pre dissesto). Ma non solo. Le aperture al dialogo, dopo mesi di reciproci scambi di accuse, anche durissime, non sembrano ricevibili. Soprattutto a poche ore dal gong che potrebbe sancire la fine dell'esperienza Ciampi a Palazzo di Città.

«Non comprendo più – ha aggiunto il primo cittadino - la fretta di sfiduciarmi dieci giorni prima della discussione sul dissesto, soprattutto da parte di quei consiglieri che hanno sempre sostenuto pubblicamente la priorità di affrontare la questione dissesto».

E in effetti parte dell'opposizione aveva suggerito di affrontare il nodo conti in rosso prima della sfiducia. Quella ipotesi sembra però – al momento – superata. Nei giorni scorsi le dichiarazioni pro sfiducia si sono susseguite e appare improbabile una repentina marcia indietro. Ma le vicende del consiglio comunale avellinese, in questi mesi spericolati, ci hanno anche abituati ai continui colpi di scena.

L'operazione trasparenza – e su questo va dato merito all'amministrazione Ciampi – è stata portata a termine. Ora si sa a quanto ammontano i debiti del comune. Si è sempre detto che le casse erano vuote, ora sappiamo fino a che punto. La situazione è molto grave, ma è anche sovrapponibile a quella di tanti enti locali, e non solo del Sud. La politica dovrà scegliere quale strada percorrere per uscire fuori dal guado: dissesto o pre dissesto. E, già domani decidere se votare prima la sfiducia al sindaco. Comunque sia, sono giorni cruciali per le sorti del comune. In gioco non c'è solo il presente, ma anche l'immediato futuro della città.